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Marchio di Ospitalità Italiana

Il caro euro si fa infine sentire?

I volumi deludono, ma grazie alla valuta alta i valori rimangono in crescita

A distanza di quasi due anni dalla repentina discesa dello yen nei confronti dell’euro, il volume delle importazioni comincia a invertire la sua rotta. Un’analisi dei dati doganali sui primi 30 prodotti importati dall’Italia (per valore in yen) mostra un quadro complesso, lontano dal quadro interamente positivo di un anno fa ma non privo di sorprese.

Considerando l’ultimo anno fiscale giapponese (da aprile 2013 a marzo 2014), un’analisi delle mostra che il volume delle importazioni è sceso in media del 4% rispetto all’anno fiscale precedente, mentre il valore in yen è cresciuto in media del 25%.

A prima vista, si direbbe che la crescita sia interamente spiegata dalla variazione del cambio. Tuttavia, poiché l’aumento in valore corrisponde quasi perfettamente alla differenza percentuale tra i tassi di cambio nei due periodi (rispettivamente 107 yen e 134 yen per un euro, +25%) e i volumi sono scesi, il valore unitario delle merci è in media aumentato. Dove vi è stato il maggiore aumento in valore unitario rispetto alle avversità del cambio?

Guardando alla tabella, gli oli vegetali (nel caso dell’Italia, l’olio d’oliva) subiscono un aumento di oltre il 45% in valore, pur registrando un calo di importazioni nella media. Anche per i mobili, nonostante il calo sensibile nelle importazioni, il valore cresce del 35% - segno probabile che il mercato si sia orientato sulla manifattura di pregio. Il settore dei veicoli a motore (automobili e aero-velivoli), in parte, segue lo stesso motivo, con forti miglioramenti in valore nonostante diminuzioni in volume.

Tra i settori in più evidente affanno spicca invece quello chimico-farmaceutico. I prodotti di chimica organica calano sensibilmente in valore, gli antibiotici non riescono a superare né volume né valori dello scorso anno, mentre i preparati per antibiotici aumentano le loro esportazioni a prezzo di un sensibile calo in valore. Occorre per altro notare che il calo di questo settore è un fenomeno già in corso da qualche tempo e non interamente dipendente dalle variazioni del tasso di cambio.

In conclusione, l’anno in corso si profila neutrale e con una prospettiva al ribasso per i produttori italiani che, secondo la capacità di ogni settore, possono provare a spostare l’offerta sulle produzioni per consumatori meno sensibili al prezzo.

Figura 1 - I principali prodotti esportati verso il Giappone dall'Italia (dati 2011)

Tabella 1 - Giappone - le principali importazioni dall'Italia (dati in migliaia in yen)

Prodotto importato

Valore complessivo 2013

Quantità 2013/2012

Valore 2013/2012

Borse

96602583

2%

19%

Autoveicoli passeggeri

38563132

-10%

29%

Calzature

37178103

-2%

21%

Chimica organica

30845848

NA

-16%

Vino

22197504

-5%

27%

Abbigliamento da donna

21554729

5%

22%

Abbigliamento da uomo

20615174

-3%

18%

Motori a combustione interna

19282443

-3%

25%

Accessori abbigliamento

18558959

-7%

9%

Oli e grassi vegetali

16451308

-2%

46%

Mobili

15118901

-7%

35%

Aero-velivoli

14734797

-23%

18%

Maglioni

14651230

-2%

20%

Motori per aero-velivoli

10520146

82%

60%

Formaggio e cagliate

8760417

2%

24%

Tessuti in lana con seta

8554248

8%

24%

Componenti di autoveicoli

8000383

-14%

36%

Strumenti di misura elettrica

7415914

NA

29%

Motocicli

5211613

-18%

-6%

Additivi per oli

4663881

39%

52%

Circuiti integrati

4448028

11%

17%

Preparati per antibiotici

4040696

11%

-21%

Altre preparazioni alimentare

3369830

NA

25%

Pompe per liquidi

3224473

0%

31%

Antibiotici

3171213

-19%

-1%

Tessuti a maglia

3001881

29%

45%

Tessuti in cotone con seta

2686766

-1%

20%

 

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