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Marchio di Ospitalità Italiana

The Future of Healthcare System in Japan

L'8 ottobre la Camera di Commercio Italiana in Giappone ha organizzato un seminario sul futuro dell'healthcare in Giappone, invitando Danny Risberg (Amministratore delegato della Philips Electronic Japan e presidente dell'EBC). Il seminario ha ottenuto un ottimo riscontro - quasi sessanta le persone partecipanti, di cui oltre il 90% stranieri, a indicare chiaramente l'alto livello di interesse verso il tema.

Risberg ha iniziato la sua presentazione con una drammatica previsione: nel 2060 la popolazione giapponese sarà diminuita del 40%, mentre una persona su 2,5 avrà più di sessant'anni e una su quattro oltre i 75 anni. L'immigrazione potrebbe essere una soluzione al problema, ma per contrastare davvero questa dinamica d'invecchiamento il flusso in ingresso dovrebbe essere superiore a quanto il Paese strutturalmente sembra poter accettare. Una conseguenza ovvia dell'invecchiamento della popolazione è l'aumento della domanda di cure mediche, con un particolare accento sulle malattie croniche. E non è certo incoraggiante il trend al rialzo del numero di fumatrici in giovane età. 
 
Attualmente il 97% della popolazione sopra i 65 anni vive nella propria casa con un'assicurazione che garantisce cure a domicilio; l'80% di loro necessità effettivamente di un supporto professionale: è chiaro come di conseguenza lo sviluppo di un sistema sanitario domestico sia sentito come una necessità.
Da un punto di vista finanziario, questo potrebbe tradursi in un innalzamento dei costi sanitari per la popolazione più anziana, fino ad arrivare secondo alcune previsione al 50% della spesa totale nel 2025.
 
E' con queste previsioni in mente che l'attuale governo Abe cerca di riformare il sistema sanitario nel giro dei prossimi dieci anni. La riforma verterà sullo spostamento di attenzione dalle patologie acute, per la cura delle quali gli ospedali giapponesi sono rinomati, alle patologie croniche, favorendo il consolidamento delle realtà già presenti sul territorio sulla ricerca di finanziamenti esteri o la creazione di nuove strutture. L'invecchiamento della popolazione porterà anche certamente a nuove opportunità di business, che favoriranno chi saprà offrire soluzioni olistiche in maniera veloce, creativa e flessibile a chi esce dall'ospedale - del resto il Giappone ha il tempo medio di ospedalizzazione più alto al mondo - e chi riuscirà a prevenire nuovi ingressi in ospedale.
 
Risberg intravede tre principali tasselli a comporre queste nuove opportunità: l'incremento di patologie croniche, la carenza di personale e la crescita di un desiderio di migliori scelte per la propria vita e le cure ricevute. Detto in parole semplici, la gente vuole vivere contenta e nella propria casa. Chi riuscirà a mettere insieme i pezzi di questo mosaico avrà di fronte grandi possibilità di successo. In questo l'innovazione e la semplificazione delle tecnologie informatiche saranno essenziali.
 
Risberg conclude il seminario affermando che in ultima analisi ciò che salverà il Giappone sarà la sua stessa cultura. I medici giapponesi sono professionisti devoti, disposti spesso a rinunciare alla loro vita privata per la salute dei pazienti.

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