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Il futuro della moda: nuove idee e sfide per Italia e Giappone

Come sono percepiti i brand italiani nel mercato giapponese? Quali sono i margini per una collaborazione efficace tra Italia e Giappone nel campo della moda? Mentre a Tokyo si svolgeva la ‘Japan Fashion Week’ si e’ discusso di questi temi lo scorso 14 ottobre in un seminario organizzato dalla Camera e moderato da Akiko Shinoda (responsabile dell’organizzazione della ‘Fashion Week’).

Tra gli speaker, figure d’eccellenza quali lo stilista Andrea Pompilio e Hirofumi Kurino, Senior Adviser della ‘Direzione creativa’ di United Arrows. Altrettanto ‘strategica’ la presenza del vice direttore della Divisione abbigliamento e tessile del Ministero dell’Economia giapponese, Hidenobu Teramura.

Il seminario e’ stato l’occasione per portare alla luce il problema dei costi di importazione dei tessuti di alta qualità dal Giappone all’Italia e viceversa.

“Materiali naturali e sintetici combinati insieme creano delle texture molto interessanti. Peccato che i costi di importazione in Italia siano così elevati che alla fine spesso di una intera collezione solo una linea viene realizzata con tessuti giapponesi” sostiene Andrea Pompilio.

Questa tendenza e’ in parte confermata da quanto riportato da Hidenobu Teramura del Ministero dell’Economia giapponese: la maggior parte della produzione tessile rimane nel mercato domestico e solo una minima parte del tessuto di alta qualità viene utilizzato nel campo della moda. Per tale motivo negli ultimi 3 anni il Governo ha firmato specifici accordi commerciali con alcuni Paesi asiatici ed europei ma non ancora con l’Italia.

A tutto questo si aggiunge la difficoltà del ‘made in Italy’ di adeguarsi a standard e certificazioni nipponiche che ne limitano l’esportazione.

L’auspicio e’ quindi che le politiche commerciali tra i due Paesi possano in futuro facilitare la collaborazione e gli scambi, favorendo un trend che appare già

fashion luncheon
positivo per quanto riguarda l’interesse delle case di moda per i materiali tessili di grande pregio prodotti localmente.

Italia e Giappone sono infatti accomunati da una secolare tradizione tessile e da un’accurata conoscenza dei materiali. Più in generale vantano una storia ed una cultura artistica e manifatturiera che le contraddistingue nettamente da qualsiasi altro Paese. Queste peculiarità vanno oggi valorizzate più che mai: “in un epoca di globalizzazione, affinché i grandi brand della moda possano continuare ad esprimere un’anima ed uno spirito unici, e’ fondamentale rafforzare il legame con la propria cultura, le proprie origini e dare spazio ai giovani designer”. E' una  delle idee proposte da Hirofumi Kurino e che ben si inserisce nella missione della’ Japan Fashion Week’: favorire l'incontro tra designer, produttori e buyer; dare spazio ai giovani designer; elevare Tokyo a centro della moda su scala internazionale.

 

Vedi anche:

La galleria fotografica su Facebook

Il sito della Japan Fashion Week

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