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Il rallentamento della crescita della Cina e le implicazioni a livello mondiale

Lo scorso 25 novembre La Camera ha organizzato un seminario per discutere degli sviluppi economici e finanziari della Cina ed i possibili impatti in l'Europa e nel resto del mondo.
I relatori della giornata sono stati il ​​dottor Angelo Cicogna, responsabile dell’Ufficio di Rappresentanza della Banca d'Italia a Tokyo e Akio Takahara, professore di politica cinese contemporanea presso l'Università “Graduate School of Law and Politics” di Tokyo.

Cicogna ha dichiarato che "il rallentamento che stiamo attraversando in questo momento non va intepretato come uno shock ma piuttosto come la continuazione di una tendenza. Quello che stiamo osservando non è una crisi del sistema economico ma un processo di aggiustamento che ha implicazioni non solo per la Cina ma anche per le sue controparti ". Ha continuato dicendo che i responsabili politici di tutto il mondo sostengono gli sforzi delle autorità cinesi; queste ultime sono intente a riequilibrare la propria economia  per renderla più sostenibile (e favorirne l’espansione), facendo leva più sul consumo e sul settore dei servizi, dopo una prolungata fase di rapida crescita delle esportazioni e degli investimenti fissi.

Ha inoltre commentato alcuni grafici che descrivono il ruolo della Cina nell'economia mondiale: "se guardiamo il PIL della Cina negli ultimi dieci anni possiamo osservare che, per esempio, nel 2004 il tasso di crescita del PIL della Cina era di circa il 10,1%, e il suo contributo alla crescita del PIL mondiale era dello 0,9% circa. Nel 2014 la crescita del PIL della Cina si è ridotta raggiungendo il 7,3% ma il suo contributo al PIL del mondo è aumentato dell’1,2% circa. Questo mostra quanto il ruolo dell'economia cinese a livello globale sia aumentata negli ultimi decenni ".

La conclusione di Cicogna è che "mentre il rallentamento della Cina è destinato a proseguire nel breve periodo, questo non dovrebbe rappresentare un ostacolo per lo sviluppo a lungo termine dell'economia globale; secondo il Fondo Monetario Internazionale il Paese dovrebbe avere una crescita del 6,3% nel 2020 e continuare a contribuire in modo significativo alla crescita mondiale, raggiungengo il 4,0% in quello stesso anno ".
Oggi l'agenda delle riforme delle autorità cinesi prevede di porre su una base più solida e durevole la propria economia per favorirne la crescita a lungo termine. Questo significa aumentare il consumo interno per quanto riguarda la domanda e la quota di servizi per quanto riguarda l’offerta.
Le implicazioni per i partner sono la nascita di nuove opportunità, non solo sfide: per esempio, il Giappone ha registrato un rallentamento delle esportazioni di merci in Cina ma ha notevolmente aumentato l’esportazione di servizi, in particolare quelli legati al turismo. La Cina potrà anche diventare un partner sempre più importante per i Paesi produttori di beni di fascia alta, come l’Italia.

Dopo la panormica descritta dal dottor Cicogna, il professore Akio Takahara si è concentrato sulla politica estera della Cina come punto di osservazione per comprendere gli sviluppi interni del Paese.

Egli ha sottolineato che, mentre l’atteggiamento giapponese non è cambiato nel corso degli anni, a partire dallo scorso anno la posizione della Cina è cambiata diventando più amichevole. Il risultato è stato l’instaurarsi di un dialogo importante con il Giappone. Ci sono molte ragioni per giustificare questo cambiamento: dal punto di vista economico, i leader cinesi hanno compreso l'importanza degli investimenti e del trasferimento tecnologico giapponesi per il dinamismo e l’incremento della loro economia. È stato finalmente chiaro per i leader cinesi che le relazioni politiche hanno implicazioni sugli scambi economici.

Ha anche ricordato l’iniziativa "One Belt, One Road” proposta dalla Cina e l’accordo Trans-Pacific Partnership (TPP) per meglio comprendere gli impatti economici e le influenze geopolitiche.

La conclusione del prof. Akio Takahara su quali possano essere gli effetti del rallentamento economico sulla politica e l’attività diplomatica cinese è che "non solo gli osservatori esterni, ma anche i cinesi stessi affermano l’esistenza di due possibilità: la prima consiste nello sviluppare ulteriormente le relazioni della Cina con i Paesi vicini, ad esempio comprendendo l'importanza del contributo giapponese; la seconda possibilità prevede che in base alle implicazioni che il rallentamento dell’economia cinese potrà comportare sul livello di instabilità nella società cinese,  Xi Jinxing potrebbe essere tentato di tornare ad assumere la precedente posizione verso il Giappone e fomentare nuovamente il nazionalismo per unire le parti e dare coesione alla Nazione".

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