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Marchio di Ospitalità Italiana

Il segreto del successo degli italiani in Giappone: intervista a Francesco Bellissimo

Il 25 agosto 1866 Italia e Giappone firmavano il Trattato di amicizia e di commercio che auspicava pace perpetua e relazioni proficue. Da allora sono passati 150 anni e quest’anno verrà ricordato per i numerosi eventi con cui si festeggerà questo importante anniversario, in Italia e Giappone.

Fra tutti questi c’è Italia, amore mio! a cui parteciperà come ospite d’eccellenza. Ce ne può parlare?

Intanto auguri a tutti per questi 150 anni! Questo Festival sarà una grande vetrina per tutti noi Italiani, specialmente se consideriamo che si terrà a Roppongi Hills: oltre ad essere un importantissimo centro economico è anche il simbolo della mondanità notturna della capitale. Questo è importante perché il “Made in Italy” oltre a evocare la “qualità” e la “storia”, è sempre “trendy” in Giappone. Penso che stiamo nel posto giusto al momento giusto.   

Italia, amore mio!  è il primo festival dell’Italia in Giappone. Cosa l’ha colpito e di conseguenza convinto ad accettare questa partecipazione?

Mi ha convinto la speranza che questo Festival diventi il migliore evento finora realizzato in Giappone sull’Italia e sia l’inizio di una lunga serie di manifestazioni. L’Italia ed il Giappone hanno molto da condividere e da imparare reciprocamente.

La sua avventura lavorativa in Giappone inizia a circa 20 anni, dopo essere nato e cresciuto a Roma. Oggi il suo successo nel mondo della cucina, del cinema e della televisione in questo Paese hanno contribuito a far conoscere ancor meglio l’Italia. Quali aspetti di questa italianità hanno riscontrato il maggior interesse del pubblico giapponese? 

Non si tratta di “successo”. Tutti gli italiani che lavorano seriamente all’estero contribuiscono in maniera diversa a far conoscere meglio il nostro Paese, dandone un’immagine migliore e creando un sano interesse.

Penso che l’aspetto dell’italianità che riscontra il maggiore interesse in Giappone e che ci viene spesso invidiato è la “simpatia”, intesa nel senso etimologico del termine, cioè “Syn Pathos” che in greco significa “passione insieme”. Non si tratta di fare battute spiritose, ma di entrare in sintonia con le persone, condividere le stesse emozioni e farle sorridere. Questa simpatia è data dall’elasticità e dall’adattabilità italiana, che riesce a farci apprezzare per quel che siamo, superando le barriere culturali.

La cultura italiana e giapponese sono entrambe molto antiche, diverse ma allo stesso tempo accomunate da molte passioni: l’amore per il bello e per un artigianato di altissima qualità, lo stretto legame con il mare che ha da sempre influenzato attività economiche e abitudini di vita, il rispetto delle tradizioni. In quali circostanze ha potuto sperimentare delle somiglianze tra le due culture?

Quando vado nelle campagne e parlo con la gente del luogo. Sento l’amore profondo per la terra natale e la forte passione per il proprio lavoro. I profumi ed i sapori di questi posti sono qualcosa di indimenticabile, che ti nutrono non solo fisicamente ma anche e soprattutto spiritualmente. Mi piace ascoltare i racconti di queste persone e magari fermarmi a bere con loro del buon sake al tramonto. 

Il ricco calendario di spettacoli previsti per questo grandioso evento spazierà dal cibo al calcio, dalla musica alla danza, senza dimenticare il design e la manifattura di alta qualità. Tante proposte e per tutti i gusti. Cosa pensa che rimarrà nella memoria  e nel cuore di coloro che decideranno di prendere parte a questa grande festa?

Rimarranno sicuramente la voglia di visitare e di conoscere maggiormente l’Italia e sopratutto gli Italiani. Buon divertimento a tutti!

 

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