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Marchio di Ospitalità Italiana

La domanda di vino italiano in Giappone per il 2016: i risultati del sondaggio

Sulla scia del successo degli eventi connessi al vino nel 2015, la Camera di Commercio Italiana in Giappone ha lanciato un sondaggio all’inizio di gennaio rivolto ai professionisti del settore al fine di cogliere le maggiori opportunità di business per il 2016. A rispondere sono stati per il 65% importatori, seguiti da ristoratori/albergatori (14%) sommelier (10%) enoteche (9%) e per finire scuole enologiche (1%). Il sondaggio è stato inviato ad oltre 600 patecipanti. 

Dai dati raccolti emerge un notevole ottimismo per l’anno corrente: il 64% degli intervistati crede che aumenterà il mercato interno del vino; nel 64% dei casi le aziende hanno intenzione di espandere il proprio business; il 48% ha in programma di importare nuovi vini dall’Italia, a conferma che i vini italiani diventeranno ancora più popolari nell’anno corrente.

Al di là dell’ottimismo nelle cifre, l’opportunità per la Camera di Commercio emerge dalle modalità prescelte per conoscere e scegliere i nuovi vini: il 38% dichiara infatti di avvalersi delle missioni commerciali e dei servizi di matching B2B organizzati dalla Camera di Commercio, una percentuale maggiore di quella che sceglie di muoversi in maniera autonoma (23%).

Guardando in dettaglio le tipologie di vino desiderate, gli operatori sembrano privilegiare i vini con una forte connotazione regionale (28%) oppure ottenuti da varietà d’uva rare (18%). Anche i vini vincitori di premi o menzionati da rinomate guide di settore riscontrano un particolare interesse (17%). Dal sondaggio emerge invece che il vino frizzante non è un elemento esclusivo di successo nel mercato giapponese (13%) contrariamente ad altri Paesi dove, ad esempio nel 2015, lo spumante è stato il fattore trainante della crescita dell’export (fonte: Il Sole 24 Ore).

Emerge infine quanto sia alta l’aspettativa degli addetti giapponesi nel gestire le importazioni alla ‘maniera locale’: questo si ritrova ad esempio nella particolare cura rivolta alla presentazione del prodotto, nella gestione puntuale dei tempi e nella precisione delle informazioni richieste. Per quanto la globalizzazione sia oramai fenomeno universalmente diffuso, sapere interagire in lingua giapponese risulta ancora un fattore chiave per l’esportazione del Made in Italy.
Si tratta quindi di una questione culturale, che per i produttori e mediatori italiani significa investire tempo ed energie particolari per adeguarsi alle aspettative nipponiche.
Consapevoli di queste sfide i risultati sono infine positivi, se si considera che a trainare le esportazioni vinicole italiane sono stati nel 2015 i dati in crescita che arrivano da mercati importanti quali gli Usa, Regno Unito e Giappone (fonte: Il Sole 24 Ore).

Importante appuntamento sara’ dal 10 al 13 aprile Vinitaly, l’evento che ospiterà a Verona operatori da tutto il mondo. Si tratta della più prestigiosa fiera internazionale dedicata al settore vinicolo a cui la Camera partecipa ogni anno accompagnando buyer giapponesi interessati a creare o ampliare il proprio network con le aziende vinicole italiane.

 

 

 

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