Formazione per piccole e piccolissime imprese. Ne parliamo con Lara Tricerri

In questo anno e mezzo il mercato in generale ha subito rapidi cambiamenti. Prima del COVID-19 le aziende chiedevano un supporto nella ricerca di un importatore o durante le fiere fisiche, a cui partecipavano per far conoscere il loro prodotto ai buyer. Dopo la pandemia si sono verificati cambiamenti inevitabili, e tuttora c’è una continua sensazione di imprevedibilità rispetto allo scenario futuro.

“Quello di cui siamo convinti è che anche a fronte di una ripresa e della fine reale di questa pandemia non ci sarà un ritorno automatico alla situazione precedente. Il cambiamento è avvenuto, e per questo le aziende, soprattutto le micro e piccole imprese, devono farsi trovare pronte: pronte agli incontri mirati B2B online; pronte con un catalogo tradotto nella lingua del paese target; pronte alla digitalizzazione”. A parlare è Lara Vittoria Luisa Tricerri, Presidente di Lest srl e Classnet srl e partner commerciale della Camera di Commercio Italiana di Tokyo.

Recentemente avete lanciato un progetto di formazione per piccole aziende. In che cosa consiste esattamente?

Si tratta di un progetto formativo a costo zero che prevede una serie di interventi, sia da parte della Camera che di Lest, in quanto suo partner commerciale. La formazione si focalizzerà sulle strategie di entrata e di sviluppo nel mercato giapponese. La realizzazione del programma e del calendario del corso avverrà successivamente, sulla base delle adesioni da parte delle aziende - sottolineo che queste ultime potranno, in fase di realizzazione, candidare uno o più dipendenti.

E i vantaggi per le micro e PMI italiane?

Attraverso questo fondo le aziende potranno ricevere gli strumenti per capire come realizzare singoli step e azioni finalizzate all’export, riceveranno quindi una formazione mirata da parte di manager qualificati, senza costi, e mirata a migliorare le competenze che servono, non solo per sviluppare il proprio business ma anche per capire cosa serve per farlo.

Che cosa devono fare le aziende per partecipare al corso?

Le aziende interessate a partecipare al corso, dovranno innanzitutto aderire a un fondo (Fondoprofessioni). L’adesione non comporta costi e può essere effettuata da chi gestisce le buste paga per l’azienda. Quindi, chi fosse interessato può contattarci e daremo tutte le indicazioni necessarie da inoltrare al consulente paghe.

Quali sono le tempistiche?

Dai tre ai sei mesi circa. 

A chi consiglia di aderire?

Soprattutto alle piccole imprese che hanno difficoltà a chiedere i finanziamenti agevolati perché si trovano a non avere un piano strategico o una struttura adeguata. Un progetto formativo di questo tipo le aiuterà ad avere una guida su come muoversi per entrare o sviluppare il mercato estero.

Per approfondimenti leggi anche l'articolo "Progetto Formazione in Camera a costo zero" https://iccj.or.jp/it/progetto-formazione-in-camera-a-costo-zero/


Export Japan Keyboard

Progetto Formazione in Camera a costo zero

A fronte delle esigenze formative rilevate durante gli incontri B2B con le aziende italiane, ICCJ ha ideato per tutte le imprese un progetto formativo sulle strategie di ingresso nel mercato giapponese a costo zero, in collaborazione con www.lestgroup.com.

Come funziona?

La Camera e Lest Group riuniranno tutte le aziende che aderiranno al progetto Formazione in Camera, organizzando e comunicando il percorso formativo che verrà erogato grazie all’adesione ad un Fondo interprofessionali (adesione che non comporta costi).

A chi è rivolto?

A tutte le imprese con almeno un dipendente che vogliano formarsi sulle strategie di entrata nel mercato giapponese, per affrontare un mercato complesso ma stabile come quello del Sol Levante. 

Il progetto Formazione in Camera include anche le microimprese che, per questioni di dimensione e opportunità, hanno più difficoltà ad accedere a finanziamenti agevolati e bandi a costo zero.

Come partecipare?

  1. Candidati tramite QUESTO FORM entro il 5 agosto.
    https://www.lestgroup.com/progetto-formazione-in-camera-strategia-nel-mercato-giapponese/ 
  1. Il team di assistenza alle imprese di ICCJ, con la collaborazione dello staff di Lest, invierà i dettagli di adesione.
  2. Non è prevista alcuna quota di partecipazione: solo la dichiarazione di adesione delle imprese al Fondo.

LINK AL FORM (landing page su sito Lest)


DISCOVERY GALLERY "I VITIGNI AUTOCTONI ITALIANI"

Da: 30/06/2021 12:00 AM
A: 30/06/2021 6:00 PM
Luogo: ICCJ Event Space / Showroom

Che cos'è?
Uno showroom, presso la sede ICCJ a Tokyo, per presentare agli importatori giapponesi nuove realtà italiane.Come funziona?
- ICCJ seleziona un massimo di 10 aziende.
- Le cantine partecipanti inviano i loro campioni.
- ICCJ allestisce uno showroom temporaneo al quale verranno invitati gli importatori giapponesi  interessati a valutare nuove etichette.*
* non vengono organizzati incontri individualiCome partecipare?
  1. Candidati tramite QUESTO FORM entro il 10 luglio
  2. Il team di assistenza alle imprese di ICCJ, con la collaborazione di sommelier ed esperti di settore, seleziona le etichette potenzialmente più adatte alle richieste attuali del mercato giapponese.
  3. La quota di partecipazione verrà applicata solo dopo l'approvazione da parte di ICCJ e conferma finale di interesse da parte della cantina
Quanto costa partecipare?

550 euro (iva giapponese inclusa) + spese di spedizione vini

Cosa devo preparare?

  • Breve presentazione aziendale
  • Schede tecniche dei vini
  • Analisi dei vini da allegare alla spedizione dei sample
  • Massimo 3 etichette  (max 2 bottiglie per tipo) da spedire a ICCJ (spedizione aerea)
Chi può partecipare?
Cantine che producono vini da vitigni autoctoni e che attualmente NON sono presenti sul mercato giapponese.Per maggiori informazioni:
e.flisi@iccj.or.jp (Eleonora)

「Yoshimasa HOSHIBA X DAVIDE」IGTV Live Vol.1

Da: 04/06/2021 6:00 PM
A: 04/06/2021 7:00 PM
Luogo: ICCJ Instagram page @iccjtokyo

1° live Instagram Yoshimasa Hoshiba e Davide Fantoni e Shiori Fujiwara il 4 giugno dalle 11:00 (ora italiana). Mr. Hoshiba, direttore della rivista "FORZA STYLE", intervisterà Davide in merito ad alcuni degli argomenti più discussi della cultura italiana. Non mancate!

DETTAGLI
Data: 4 giugno 2021
Ora: 18:00-19:00
Formato: Live Instagram
Account: @yoshimasa_hoshiba

ProfiloYoshimasa Hoshiba
CEO di Style Clinic, direttore della rivista “FORZA STYLE”, brand creative director.
Le sue collaborazioni spaziano dai giornali e riviste di moda a talkshow, event, apparizioni in radio.


L’oro rosso in Giappone

Il Giappone ed il mercato globale

 

Il pomodoro è notoriamente uno dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy all’estero, tanto da meritarsi spesso il nome di ‘oro rosso’. Come riportato da varie testate sulla base del più recente rapporto ISMEA, l’Italia si conferma terzo produttore mondiale di pomodoro fresco destinato alle conserve con un fatturato per l’industria di 3,5 miliardi di euro.

Ma i record non si fermano qui: il Bel Paese si trova infatti al primo posto globale per produzione ed export di derivati dell’oro rosso. Nella campagna 2019-2020 le conserve hanno prodotto un attivo della bilancia commerciale di quasi 1,7 miliardi, con il 60% delle conserve prodotte destinate all’export. Di quest’ultimo circa due terzi sono destinati al mercato europeo, con la Germania che assorbe un quinto delle spedizioni italiane.

Non stupisce allora che vi sia ampio margine per la crescita verso Paesi extra-UE, in particolare verso il Giappone: il Paese nipponico si presenta infatti nel 2019 - ultimo anno utile per avere statistiche complete per ogni Paese - come quarto importatore mondiale di passate e conserve dietro a Regno Unito, Germania e Francia.

Fonte dati: UN COMTRADE (https://comtrade.un.org/data/)

Di particolare rilevanza in questo contesto è la composizione dell’import giapponese, dove l’Italia detiene la quasi totalità del mercato - nonostante la concorrenza di Paesi come USA, Turchia e Australia - per un valore dal 2015 oscillante tra l’88 ed il 91%.

Fonte dati: METI Trade Statistics (https://www.customs.go.jp/toukei/srch/indexe.htm)

Come si evince dal grafico sopra, il 2020 ha rappresentato la miglior annata per l’export italiano in Giappone di pelati e passate dal 2015, registrando una crescita del 13,8% rispetto al 2019 che ha portato a sfiorare un valore di quasi 10 miliardi di yen nell’anno solare.

Questo dato risulta ancora più interessante andando ad analizzare la crescita in termini quantitativi, e del prezzo per medio kg.

Fonte dati: METI Trade Statistics (https://www.customs.go.jp/toukei/srch/indexe.htm)

Nonostante in termini di valore l’export del 2020 non abbia raggiunto i livelli del 2015 - il secondo anno, dopo il 2014, in cui i prodotti in questione sono stati venduti al prezzo più alto dell’intero decennio 2010-2020 - ciò che sorprende è che nell’anno segnato dalla pandemia di COVID-19 si abbia assistito alla migliore prestazione in termini quantitativi: oltre 96 migliaia di tonnellate esportate, il dato più alto dell’intero decennio, per un aumento del 5,98% rispetto al 2019 e persino del 4,98% rispetto al 2015.

Ulteriore elemento di novità è il fatto che nonostante la crescita quantitativa sia anche cresciuto il prezzo al kg, che negli anni precedenti a partire dal 2015 si era sviluppato in maniera inversamente proporzionale alla quantità.

La ragione dietro ai 103 ¥/kg potrebbe risiedere nel cambiamento dei consumi del 2020, dettato dalla peculiare situazione del mercato nel periodo di restrizioni imposte al settore ho.re.ca.: in altre parole, l’aumento della vendita al dettaglio di passate e pelati piuttosto che la vendita all’ingrosso alle attività di ristorazione potrebbero aver influito sull’aumento del valore al kg.

I dati dell’import mensile sembrano poter sostenere questa tesi laddove è possibile riscontrare significativi picchi sia tra Aprile e Giugno 2020 che a cavallo del 2020-2021, i periodi in cui le attività di ristorazione sono state soggette a limitazioni degli orari a seguito della proclamazione dello stato di emergenza nella maggior parte delle prefetture giapponesi.

Fonte dati: METI Trade Statistics (https://www.customs.go.jp/toukei/srch/indexe.htm)

Il potenziale di crescita ed il biologico

 

Risulta evidente dai dati sopra esposti come il Giappone sia un mercato florido per i derivati del pomodoro di origine italiana. La crescita del 2020 dimostra inoltre come ci sia ancora notevole margine di crescita per affermarsi nel mercato, soprattutto cercando di mantenere aperti sia i flussi diretti alla ristorazione sia quelli del mercato al dettaglio.

In questo contesto si collocano due ulteriori considerazioni: la possibilità di espandersi nel mercato nipponico per le aziende non ancora presenti grazie agli incentivi per l’internazionalizzazione delle PMI - per cui si può ricorrere al supporto dell’ICCJ - e le potenzialità nel settore dell’agroalimentare biologico.

Secondo il più recente rapporto Nielsen-Assobio, l’export italiano di prodotti biologici è stato assoluto protagonista nel 2020 con un crescita dell’8% rispetto al 2019. l’Italia si colloca al secondo posto mondiale per esportazione di prodotti biologici: con un valore di mercato di superiore ai 2,6 milioni di euro, l’incidenza del bio sul totale dell’export agroalimentare è stata del 6% nel 2020.

Il pomodoro biologico rappresenta una parte importante della produzione e commercio biologica nostrana, con una crescita in superficie coltivata che è aumentata del 20,5% tra il 2018 ed il 2019 a fronte di un aumento dell’1,8% della superficie biologica totale nello stesso periodo.

Fonte dati: Rapporto BIO IN CIFRE 2020 (ISMEA, Mipaaf, CIHEAM, SINAB) (http://www.sinab.it/sites/default/files/share/BIO%20IN%20CIFRE%202020.pdf)

A fronte di questo incremento della produzione diverse aziende nostrane iniziano a rivolgersi insistentemente al mercato giapponese per espandersi. L’ultimo studio di FiBL & IFOAM - Organics International sui trend emergenti del settore nel 2021 mostra infatti come nel 2019 i prodotti biologici in Giappone ammontassero all’1,4% delle vendite al dettaglio, il dato più alto per un Paese asiatico tra quelli analizzati, ma ancora lontano dalle percentuali europee.

Penetrare nel mercato giapponese con pelati e passate biologiche potrebbe quindi rivelarsi una mossa vincente, in particolare tenendo conto dell’attenzione del consumatore giapponese per i prodotti Made in Italy di alta qualità - tra cui risaltano le tre IGP pomodoro pachino, san Marzano e pomodorino del Piennolo del Vesuvio. Tuttavia non è detto che sia possibile sfruttare questa opportunità soltanto attraverso una ricerca di importatori: sono sempre di più richiesti investimenti in brand e marketing.

Per un'azienda italiana - produttrice o manifatturiera - che volesse esportare prodotti biologici in Giappone con il logo JAS le opzioni sono quindi due, alternativamente:

  • Ottenere la certificazione da parte di un ente certificatore giapponese o straniero accreditato dal MAFF (Ministry of Agriculture, Forestry and Fisheries); o
  • Ottenere la certificazione domestica dalle agenzie preposte italiane o europee ed affidarsi ad un importatore giapponese certificato da un ente accreditato giapponese, che provvederà al re-labelling con il logo JAS

Un operatore italiano potrà quindi affidarsi ai seguenti enti accreditati dal MAFF: Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale (ICEA); Bioagricert; Suolo e Salute; CCPB.

A cura di Giorgio Lorenzetti


DTEM Lest

L’importanza della digital transformation: voucher 2021 per l’internazionalizzazione delle PMI

Intervista a Tricerri Lara Vittoria Luisa, Presidente di Lest srl e Classnet srl e partner commerciale della Camera di Commercio Italiana di Tokyo. Come funzionano e cosa finanziano i voucher erogati dal MAECI finalizzati all’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Cosa sono i voucher 2021 per linternazionalizzazione e chi sono i beneficiari?

I voucher per l’internazionalizzazione 2021 sono finalizzati a sostenere le spese relative alla consulenza di TEM (Temporary Export Manager) delle micro e piccole imprese che puntano ai mercati esteri e rientrano tra gli interventi del MAECI, che ha stanziato risorse pari a 50.000.000 di euro con l’obiettivo di agevolare il processo di internazionalizzazione, come previsto dal Patto per l’export presentato a giugno 2020.
I voucher possono essere richiesti sia da singole MPI manifatturiere che da reti di imprese con codice Ateco C e meno di 50 dipendenti.
https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/voucher-internazionalizzazione/normativa

Cosa include il finanziamento per il quale si richiede il Voucher internazionalizzazione?

I voucher finanziano le spese sostenute per usufruire di consulenze manageriali da parte di Temporary Export Manager (TEM) e delle società di TEM con competenze digitali, iscritti nell’apposito elenco del Ministero degli Esteri.
La consulenza dei Temporary Export Manager deve essere finalizzata a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso i seguenti servizi: analisi e ricerche sui mercati esteri, individuazione e acquisizione di nuovi clienti, assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione, incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce, integrazione dei canali di marketing online e gestione evoluta dei flussi logistici.
Il contributo a fondo perduto è concesso in regime de minimis e può essere pari a 20 mila euro per le singole MPI, e fino a 40 mila euro per le reti di impresa in base al tipo di contratto di consulenza che si richiede. Inoltre, è previsto un ulteriore contributo di 10 mila euro nel caso in cui si verifichi un incremento del volume di vendita all’estero almeno del 15% registrato nell’esercizio 2022.

In pratica, cosa deve fare una MPI per richiedere il Voucher?

Lara Tricerri BN

È necessario presentare una domanda online.
La domanda è riservata al rappresentante legale dell’azienda (necessaria sua firma digitale SPID e PEC) che deve compilarla e presentarla esclusivamente tramite la procedura informatica resa disponibile nella sezione “Voucher per l’internazionalizzazione – Temporary Export Manager con competenze digitali” della pagina https://padigitale.invitalia.it, del sito internet di Invitalia (www.invitalia.it).

I TEM come Lei (e/o delle società di TEM) abilitati a erogare i servizi previsti per ottenere il finanziamento, che ruolo avranno?

Il nostro ruolo sarà di assistere le aziende italiane nella definizione di una strategia di internazionalizzazione attraverso i nuovi strumenti innovativi.
Siamo le nuove figure definite D-TEM (Digital Temporary Export Manager), poiché oltre ad essere competenti nei processi di sviluppo d’impresa ‘tradizionali’, siamo stati inseriti nei due elenchi istituiti presso il Ministero per comprovata esperienze di affiancamento manageriale nei percorsi di digital transformation per l’internazionalizzazione.
L’impatto economico causato dalla pandemia Covid-19 ci ha mostrato quanto il futuro delle aziende italiane dipenda dalla loro abilità di trasformarsi digitalmente. L’aggiornamento tecnologico e l’investimento nella digital transformation rappresentano una priorità per le imprese.
Se si vuole entrare nei mercati internazionali occorre una strategia ben definita, ed avere gli strumenti adeguati per scegliere il modello di business più adatto alla esigenze dell’azienda.
La consulenza manageriale TEM con competenze digitali è lo strumento più adeguato per una strategia che integra due canali ormai devono confluire: linternazionalizzazione e la digitalizzazione.

Quali tipologie di attività verranno finanziate?

  • Analisi e ricerche sui mercati esteri;
  • Individuazione e acquisizione di nuovi clienti;
  • Assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione;
  • Incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce;
  • Integrazione dei canali di marketing online;
  • Gestione evoluta dei flussi logistici.

Per quanto tempo il TEM seguirà il progetto?

Il contratto di consulenza manageriale per l’internazionalizzazione stipulato tra TEM (o società di TEM) e azienda sarà della durata di 12 mesi per le micro e piccole imprese, e di 24 mesi per le reti di imprese. Sul contratto saranno poi indicate il numero di giornate di consulenza (compenso giornaliero max. 500 €).


L’anno d’oro della pasta

Nel 2020 l’export italiano verso il Giappone ha registrato un calo dell’11,4% rispetto all’anno precedente, registrando il primo segno negativo dopo il biennio 2013-2014. Nonostante il generale trend negativo, vi sono però alcuni prodotti che hanno registrato un aumento nel 2020, tra questi la pasta, per il quale il Giappone si posiziona tra i principali partner commerciali per l’Italia dopo l’area UE, gli Stati Uniti ed il Regno Unito, con ampi margini di crescita per il futuro (nel 2020 l’export verso il Giappone ha rappresentato il 3% circa dell’export totale italiano del settore -dati provvisori dell’ISTAT-). L’Italia, leader di settore, nel corso del 2020 ha consolidato la propria posizione di forza nel mercato, con un export totale di oltre 11 miliardi di yen, e un incremento del 21,57% rispetto al 2019. Il 2020 è stato un vero e proprio anno d’oro per l’export di pasta in Giappone, con picchi di export nei mesi immediatamente successivi alla proclamazione del primo stato di emergenza in Giappone che ha portato ad un incremento nel consumo domestico.

Bene pasta lunga e corta, ancora poco conosciute le paste all’uovo e le paste ripiene

La pasta lunga continua a rappresentare la fetta più importante di import, arrivando a coprire l’83,70% dell’export italiano di pasta per circa 9 miliardi e mezzo di yen. Con una crescita in termini di valore complessivo del 20,86% rispetto al 2019, l’Italia nel 2020 ha coperto una quota in termini di valore del 52% circa del mercato nipponico, con un ampio distacco dai principali competitor, Turchia e Stati Uniti.

La pasta corta si posiziona al secondo posto in termini di export, rappresentando nel 2020 il 10,13% del totale, i.e. poco oltre 1 miliardo di yen giapponesi. Il flusso commerciale conferma il trend di crescita, superando quello generale con un +25,48% rispetto al 2019. Anche per questo prodotto l'Italia mantiene un solido 59,9% di quota di mercato, superando il principale competitor, gli Stati Uniti.

La popolarità di pasta lunga e corta non si estende invece alla pasta all’uovo e pasta ripiena, che presentano nel 2020 valori rispettivamente quasi equivalenti. Per la prima l’export italiano si aggira infatti intorno ad un valore di circa 82 milioni di yen giapponesi, lo 0,72% del totale. Ciononostante, ha registrato il maggiore incremento percentuale tra i tipi di pasta dal 2019: +36,99%. La crescita minore rispetto al 2019 è stata invece quella della pasta ripiena, con un incremento di valore del 4,51%. Nel 2020 l’export di pasta ripiena in Giappone è ammontato a circa 81 milioni di yen giapponesi, per uno 0,71% del totale di settore.

Al di là della continua preferenza dei consumatori giapponesi per la pasta lunga, la domanda generale di pasta Made in Italy può considerarsi in forte crescita. L’obiettivo per il prossimo futuro è quello di riuscire a ricoprire una quota sempre maggiore in questo trend, sfruttando anche la progressiva riduzione delle tariffe data dall’EPA.

NOTA: la sorgente dei dati è l’ufficio delle dogane giapponesi. Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale delle dogane giapponesi. I dati sono espressi in milioni di yen. Approssimativamente, 1000 yen corrispondono a 8 euro; dove è indicato in scala 250 milioni, ad esempio, il corrispondente in Euro è di circa 2 miliardi.

(A cura di Giorgio Lorenzetti)


EU-Japan EPA: si allarga l’elenco delle Indicazioni Geografiche protette

Il Comitato Misto istituito a norma dell’accordo di partenariato economico UE-Giappone ha emendato l’elenco delle Indicazioni Geografiche protette con decisione n.1/2021 del 25 gennaio, con efficacia a partire dal primo febbraio.
La decisione è da collocarsi nell’ambito del meccanismo consultivo del trattato che prevede che ogni anno dal 2020 al 2022 le parti discutano circa l’opportunità di prendere in considerazione fino a 28 nomi rispettivamente dell’UE e del Giappone da proteggere come indicazioni geografiche (IG).
Non solo le IG avranno protezione nei confronti di prodotti falsi o contraffatti, ma l’apposizione del marchio IG sui prodotti significa che il consumatore giapponese sarà in grado di identificare l’origine del prodotto e, conseguentemente, le caratteristiche uniche espressione di quel determinato territorio, regione o località.
A seguito delle discussioni condotte nel corso del 2020, 28 nuove IG per parte sono state inserite nell’elenco del trattato, di cui due italiane: l’Olio Toscano IGP ed il Culatello di Zibello DOP. Queste vanno ad aggiungersi ai ventisei vini e diciannove prodotti dell’agroalimentare italiano protetti dall’entrata in vigore dell’accordo nel febbraio del 2019, aprendo nuove possibilità di crescita per i produttori locali nostrani.
Specularmente, venticinque prodotti agroalimentari e tre bevande alcoliche giapponesi godono ora di nuova protezione nel mercato europeo.
In attesa di vedere cosa porteranno in dote i risultati delle discussioni del Comitato Misto previste per il 2021 ed il 2022, citiamo le parole del Commissario Europeo per l’Agricoltura Janusz Wojciechowski: “Questo accordo è molto positivo per gli agricoltori europei e giapponesi. Dopo soli due anni dall’entrata in vigore dell’accordo, 28 Indicazioni Geografiche extra per parte sono ora protette nei nostri rispettivi mercati. Questi prodotti hanno un reale valore aggiunto, riflettendo autenticità e qualità e ricompensando gli agricoltori”.

(A cura di Giorgio Lorenzetti)

Link esterni:

https://europeansting.com/2021/02/01/the-eu-and-japan-trade-deal-celebrates-second-anniversary-by-further-strengthening-ties/
https://www.agrifoodtoday.it/lavoro/ue-giappone-culatello-olio-toscano.html
https://www.agricultura.it/2020/07/08/tutela-ue-giappone-olio-toscano-igp-e-culatello-di-zibello-dop-inseriti-nellaccordo-jefta/


Scopri Gifu con La Pina!

Gifu, il Giappone più autentico

Villaggi incastonati tra montagne rigogliose, ruscelli limpidissimi e campi di riso, dove botteghe artigianali custodiscono arti antiche e il passato è parte del presente: un viaggio a Gifu è un’emozione meravigliosa.

ICCJ, in collaborazione con la Prefettura di Gifu, ha realizzato una landing page speciale featuring La Pina!

VISITA LA LANDING PAGE


Ingressi in Italia dal Giappone【Aggiornamenti del 29 gennaio 2021】


L'UE esclude il Giappone dall'elenco dei paesi terzi per i quali gli Stati membri dovrebbero gradualmente eliminare le restrizioni sui viaggi non essenziali

Questo elenco viene rivisto ogni due settimane e questa volta le restrizioni sono state nuovamente rafforzate in risposta alla diffusione della nuova infezione da coronavirus in Giappone. Tuttavia, questo annuncio è solo a livello dell'UE. Sebbene il governo italiano non abbia ancora annunciato nuove restrizioni per quanto riguarda i viaggi dal Giappone, va tenuto conto che l'Italia potrebbe seguire questa politica nei giorni successivi.

Controlla qui per l'annuncio ufficiale dell'UE (link esterno - in inglese)

Link utili

Poiché la situazione è in continua evoluzione, l'opzione migliore è controllare direttamente le ultime informazioni fornite dalle autorità italiane.