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Fashion Made in Italy: focus su e-commerce in Giappone nel settore moda

In Giappone, negli ultimi anni il mercato della moda ha mostrato una tendenza verso la stazionarietà o verso una lieve contrazione. Tra le cause troviamo sicuramente anche macrofattori sociali ed economici, tra gli ultimi, ovviamente, l’impatto del Covid-19 sui mercati, oltre alla diminuzione della popolazione, il declino del tasso di natalità e il progressivo invecchiamento della popolazione, tutti fattori che influiscono sul valore assoluto dei consumi.
Tuttavia, mentre in Giappone il mercato della moda nel suo insieme sta subendo una contrazione, il mercato dell’e-commerce nel settore fashion rivela continue prospettive di espansione e anche i dati sull’export italiano sono sicuramente positivi. Qual è dunque l’andamento delle importazioni dall’Italia nel settore del fashion? Quali caratteristiche e differenze ci sono in un e-commerce in Giappone? Cosa deve fare una PMI per aprire un e-commerce in Giappone?

Abbigliamento e accessori: andamento dell’export italiano
Andando a vedere dati più specifici rispetto al nostro export in Giappone, scopriamo che il mercato è pari a 2,5 miliardi di euro, con l’Italia che si conferma tra i primi paesi esportatori UE. Interessantenotare poi la crescita negli ultimi anni del mercato dell'abbigliamento maschile e del mercato delle borse e della piccola pelletteria.
“Tessile, abbigliamento, pelletteria, accessori moda hanno per noi un’assoluta portata strategica. Stiamo parlando della voce più rilevante del nostro export in Giappone: 24,5% del totale per l’ammontare, in valore, di 2,5 miliardi di euro sui 10,5 miliardi di esportazioni registrati complessivamente dal febbraio 2019 al gennaio 2020: primo anno di attuazione dell’EPA UE-Giappone. Siamo il Paese UE che esporta di più e la Francia, seconda dopo di noi, esporta meno di un terzo rispetto all’Italia”. Commenta così Giorgio Starace, Ambasciatore a Tokyo, sottolineando l’importanza dell’attuazione dell’EPA UE-Giappone che prevede infatti maggiori liberalizzazioni tariffarie proprio nel settore fashion, oltre all’agroalimentare.

Caratteristiche e differenze di un e-commerce in Giappone
Quando si sviluppa un e-commerce di moda in Giappone è necessario anzitutto conoscere le modalità con cui i giapponesi lo utilizzano. Sono ritenute fondamentali le seguenti caratteristiche:
▪ compatibilità smartphone: il Giappone registra la percentuale più alta di utenti che effettuano acquisti da smartphone tra i paesi asiatici, circa il 46% delle vendite.
▪ sito dedicato: l’utilizzo di piattaforme globali scoraggiano l’acquirente giapponese abituato a un altro tipo di grafica e a maggiori contenuti; nel mercato giapponese sono avvantaggiati i marchi che conducono un proprio originale marketing digitale sviluppando un sito di e-commerce a parte.
▪ servizi impeccabili di customer care: restituzione merce, numero giorni per la consegna e costi, chat con il cliente, e così via.
▪ flessibilità nel sistema di pagamento: non solo carta di credito. Sono molti gli utenti che, per esempio, preferiscono il pagamento localizzato e posticipato da effettuare presso convenience store o il cash on delivery al momento della consegna.
▪ fascia di prezzo: i marchi dai prezzi accessibili, se messi a confronto con i noti brand di lusso, hanno più possibilità nell’e-commerce. Ciò è dovuto alla forte resistenza nutrita dai giapponesi rispetto a pagamenti elevati da effettuare su internet (se si tratta di comprare un prodotto che non rientra nella fascia di prezzo accessibile solitamente il consumatore giapponese preferisce acquistare in un negozio fisico)
▪ attenzione allo styling e ai modelli: il consumatore giapponese non guarda solo il prodotto ma anche se il modello straniero ha una fisicità molto diversa.

Cosa deve fare una PMI per aprire un e-commerce nel settore moda in Giappone?
Per sviluppare un e-commerce in Giappone ci sono varie possibilità. Se l’intenzione è quella di tenere basso l’investimento iniziale, aprire un negozio virtuale in una piattaforma di e-commerce influente (Rakuten, Amazon Japan, Yahoo Shopping, ZOZOTOWN, ecc.) che abbia una struttura organizzata sia per la logistica sia per i servizi di costumer care, potrebbe essere una soluzione ottimale. Riuscire ad aprire un negozio in una piattaforma influente con capacità di attrarre clienti, dipenderà dalle condizioni commerciali richieste, avrà come effetto anche una potenziale conquista della fiducia dell’acquirente giapponese nei confronti del marchio.

Tuttavia, uno step fondamentale, più importante della scelta della piattaforma e-commerce dove aprire un negozio virtuale, è come fare branding in Giappone e la diffusione di informazioni circa il marchio. I brand che riescono a vendere attraverso l’e-commerce in Giappone sono quelli che hanno un elevato grado di riconoscimento del marchio, che definiscono con chiarezza il concept e investono per la promozione verso la fascia stabilita come target. Se non si è un brand che si fa notare si finisce col rimanere nascosti e, in questo caso, avere aperto un negozio virtuale in una piattaforma che gode di traffico perde del tutto significato.

Altra soluzione potrebbe essere anche creare o unirsi a un team composto da più marchi; organizzandosi insieme ad altri marchi si può aprire un negozio virtuale concepito come un select shop, ovvero uno store che tratti vari marchi italiani, facendo attività di promozione per pubblicizzarlo. In tal caso, diventerebbe necessario avere una base fisica in Giappone ma i costi di investimento più alti sarebbero contenuti dalla divisione delle spese. Per esempio, aprire un negozio temporaneo in uno spazio dedicato, tipo un pop-up store, potrebbe essere un modo efficace sia per la promozione delle vendite sia dal punto di vista del branding.

Anche se si ha una strategia globale, come passo iniziale per entrare nel mercato giapponese anche attraverso l’e-commerce è preferibile rivolgersi a chi conosce le strategie e gli sviluppi del mercato giapponese. La Camera di Commercio Italiana di Tokyo con il suo team di assistenza alle imprese è sempre a disposizione per eventuali domande.


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Il trend dell’olio di oliva in Giappone

Tendenze di mercato dell’olio evo
Come già noto, il Giappone è stato per lungo tempo un paese con abitudini alimentari poco affini agli oli vegetali. Tuttavia, nonostante ancora non faccia parte della dieta quotidiana, l’olio d’oliva ha guadagnato molta popolarità, registrando diversi boom nell’importazione, il primo avvenuto agli inizi anni Novanta. Il paese ha infatti mostrato un apprezzamento crescente circa le qualità tra le varie classi di olio d'oliva, in particolare quella dell’olio extravergine di oliva che è attualmente quella maggiormente importata.
I giapponesi, si sa, sono tra i consumatori più esigenti, acculturati e amanti delle varietà regionali, quindi sono ben consapevoli dei benefici per la salute ricavati dall’olio d’oliva. Il fatto che sia un prodotto benefico per la salute, in grado di competere direttamente con altri oli e prodotti alimentari salutari, è sicuramente il fondamento della domanda di olio d'oliva in Giappone. Sebbene sia difficile da ottenere, vale la pena perseguire la certificazione ufficiale JAS per i prodotti biologici.

Inoltre, ma non meno importante, l’olio di oliva è inteso come sinonimo di prodotto Made in Italy associato alla cucina italiana. Una crescita nell’uso domestico e nell’uso industriale è dovuta sicuramente alle maggiori occasioni d’uso conseguenti al cambiamento delle abitudini alimentari, con l’aumento del consumo di pasta e, nell’ambito specifico della ristorazione, a seguito del moltiplicarsi di piatti di cucina italiana nei menu occidentali.

Una panoramica circa le importazioni dell’olio evo in Giappone

In Giappone, la produzione interna degli oli parte principalmente da materie prime come i semi di soia, di sesamo o la crusca di riso perciò, per quanto riguarda gli oli d’oliva, questi ultimi sono essenzialmente importati come prodotti finiti poiché, ovviamente, trasportarne le materie non sarebbe assolutamente conveniente. La crescita delle importazioni si preannuncia dunque come un’esigenza e una prospettiva positiva per le piccole medie imprese che sono interessate a rivolgersi ai mercati esteri.

Per quanto riguarda l’andamento del volume delle importazioni complessive, storicamente l'Italia e la Spagna sono sempre stati i principali paesi fornitori del Giappone. Tra il 2018/2019 il Giappone ha importato il 61.4% (43360) del totale dalla Spagna, contro il 32.6% (22998) dall’Italia. Questo calo può essere attribuito a molti fattori, tra cui: la maggiore produzione spagnola in confronto a quella dell'Italia; l'attenzione agli investimenti della Spagna nella produzione di un prodotto di alta qualità; le campagne promozionali intraprese, ad esempio, quella dell'Interprofesional del aceite de Oliva, un'istituzione sostenuta dal governo spagnolo al fine di promuovere lo sviluppo del mercato spagnolo dell'olio d'oliva.

L’impegno di ICCJ a sostegno dei produttori di olio evo in Italia

Da questi presupposti nasce il quinto appuntamento con la serie di webinar settoriali nominati “Giovedì in Camera” che avrà appunto come argomento principale il mercato dell’olio d’oliva in Giappone. Durante il webinar si spiegherà con un taglio pratico cosa fare e come fare se si ha una produzione di olio evo di qualità e si daranno suggerimenti alle aziende che cercano una fetta di mercato dell’olio di oliva in Giappone.


Come muoversi tra bandi e finanziamenti (agevolati e a fondo perduto)

D: ‘Prestiti a tasso agevolato’, ‘‘finanziamenti a fondo perduto’ , ''sgravi fiscali'' ecc... quale scegliere e a chi affidarsi?

R: Lo stato di emergenza Covid ha visto un fiorire notevole di aiuti e agevolazioni che le  PMI però usano ancora in modo non sistematico. Un aiuto senza obiettivi è poco efficace, sostiene nell'emergenza ma non apre nuove porte.

D: Come possono accedere le aziende ai finanziamenti a fondo perduto e quali sono le caratteristiche?

R: I finanziamenti a fondo perduto rappresentano una grande opportunità, in quanto vengono concessi senza alcun obbligo di restituzione di capitali o interessi. Possono essere erogati sia dall'Unione Europea che da Stato, Regioni o Enti specifici.

Nel mercato sono attivi interlocutori che propongono secondo il caso bandi, agevolazioni, voucher, internazionalizzazione.

Da parte del Cliente emerge spesso la difficoltà di gestire questa offerta e fare le scelte più opportune: è effettivamente difficile gestire tale ampia gamma di proposte, slegate e spesso in conflitto tra loro, senza un progetto specifico e coordinato da un esperto super-partes, cioè non legato ad un Ente, un Sistema o un Canale specifico: un esperto che lavora CON l'azienda cliente e PER l'azienda cliente.

Va sempre tenuto fermo l'obiettivo da raggiungere: è la programmazione nonché la pianificazione all'interno di un vero e proprio progetto di internazionalizzazione il vero valore aggiunto della consulenza e dei servizi necessari, ottenendo POI le risorse finanziarie tramite Bandi, Finanziamenti Agevolati e a Fondo Perduto a qualsiasi livello.

Quindi la finalità del consulente non è solo preparare la documentazione necessaria per la partecipazione alle varie tipologia di bandi e accompagnare il Cliente nello svolgimento delle procedure telematiche e fisiche necessarie per processare le domande di ammissione.

Il consulente parte dalla valutazione del potenziale dell'azienda cliente per definire l'obiettivo, e seleziona tra tutti gli aiuti disponibili al momento quello che copre il maggior numero di esigenze aziendali, sia economiche che di flessibilità.

D: ’Ricerca, sviluppo e innovazione’, ‘ Beni strumentali‘, ‘ Risorse umane e Formazione‘, ‘ Sicurezza e ambiente‘, ‘ Internazionalizzazione‘, ‘ Decreto rilancio‘, ‘ Misure regionali e camerali‘ e ancora  ‘Reti di imprese‘, ‘Voucher’, ‘Ocm’ e tutti i bandi e finanziamenti giunti dallo stato di emergenza Covid: come orientarsi? Come muoversi per sapere se la nostra azienda ha i requisiti necessari?

R: Vediamo i Finanziamenti a fondo perduto e a costo zero.

In questo momento sono attivi differenti strumenti, circa una ventina, per finanziare a fondo perduto attività di consulenza e formazione per lo sviluppo del commercio sui mercati esteri, strumenti che consentono di finanziare differenti attività, quali ad esempio:

  • Inserire un Temporary Export Manager
  • Analizzare / esplorare nuovi mercati
  • Organizzare la propria struttura per lavorare con l'estero
  • Dotarsi di competenze linguistiche

A seconda delle dimensioni aziendali vi sono possibilità di contributi che vanno da 10.000 fino a 50.000€ a fondo perduto.

Il TEM presentare richiesta assicurandosi che non comporti costi per la predisposizione della pratica, facendoli includere nel finanziamento.

D: Perchè rivolgersi a un Consulente/TEM registrato, anziché a un ufficio bandi?

R.: Il Consulente TEM registrato conosce il mercato (es. giapponese) e la scelta del fondo/bando è funzionale al fatto che garantisca la più elevata capacità economica in relazione alle caratteristiche dell'azienda e permetterà di definire quale azione sarà ottimale al di là della mera analisi delle caratteristiche aziendali.

È necessario infatti saper orientare il cliente verso la giusta soluzione.

I bandi (in generale) descrivono solo i ‘beneficiari’, le attività e le spese ammissibili, le agevolazioni (tasso di interesse, anticipo, durata complessiva ecc) e le scadenze, mentre il Consulente TEM registrato realizza un progetto in base alle necessità e ai desideri dell'azienda e trova la soluzione migliore per finanziarlo.

D: Quali strumenti mirati di finanza agevolata sono ora disponibili?

R.: Sono sette le azioni offerte al momento dai bandi Simest: partecipazione a fiere, TEM, E-commerce, studi di fattibilità, Assistenza tecnica, inserimento mercati e patrimonializzazione.

D: Quali sono le principali novità SACE-Simest di quest'anno? 

R: le principali novità già in essere da metà giugno fino a fine 2020 riguardano la possibilità di richiedere fino al 40% del finanziamento a fondo perduto, per un massimo di € 100.000.

Per l'inserimento in mercati esteri il contributo è fino al 20%,  ma in generale  la percentuale potrebbe alzarsi al 50% in caso di esito positivo dell'iter di autorizzazione della Commissione Europea.

Dal 6 Agosto sono operative misure di ampliamento delle attività e dei progetti anche in ambito UE.

D: La Camera di Commercio di Tokyo ICCJ  come può supportare le aziende italiane ad accedere ai finanziamenti - per esempio a fondo perduto - previsti dai bandi (regionali, nazionali , comunintari...)?

R: Conviene rivolgersi alla Camera di Commercio ICCJ, richiedere e compilare la scheda gratuite per scoprire il bando più adatto alla propria azienda e i requisiti alle agevolazioni.

Contatti:

Lara V.L.Tricerri
Presidente
www.lestgroup.com
www.classnet.eu
+39 3482604848  Skype lest.srl
laratricerri@lestgroup.com   lestsrl@legalmail.it
Partner ufficiale Camera di Commercio Italiana di Tokyo


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Effetto COVID su importazione prodotti Made in Italy in Giappone

Effetto COVID: tessile italiano in picchiata a maggio, ma l'agroalimentare tiene. Bene chimica e metalli, boom di prodotti legati al tempo libero

Anno su anno, il mese di maggio ha registrato un -26% rispetto al 2019, preceduto da un -7% per il mese di aprile. I risultati sono però doppiati in negativo nel caso italiano, con un -14,86% per il mese di aprile e un disastroso -46.48% sul mese di maggio, pari a 53 miliardi di yen (434 milioni di euro).Il settore agroalimentare ha subito una diminuzione dovuta allo stop di oltre due mesi imposto alla maggior parte dei ristoranti, ma tra i settori di export tradizionale è fra i meno colpiti, con un calo complessivo rispetto al 2019 di circa il 7,5%.
Il settore retail per il cibo e il vino italiano ha mantenuto un livello buono di vendite. Un sondaggio condotto da questa Camera di Commercio verso importatori di agroalimentare italiano rivela che per circa metà degli importatori l’impatto derivante dal Coronavirus è giudicato significativo o serio, mentre per il restante 50% il danno è giudicato lieve. Per tutti è comunque probabile la sostanziale chiusura dei portafogli produttori sul 2020.

Per quanto riguarda la moda il calo è stato significativamente maggiore, a causa della riduzione dei consumi derivanti dal crollo delle visite a negozi e department store – con qualche aumento percentuale sull'acquisto online. Lato dogane giapponesi, il calo legato al prodotto tessile è di circa il 33,7% rispetto al 2019.

Su altri settori consumer, si segnala invece l'incremento di importazioni di biciclette e motocicli (+36% con un incremento in valore assoluto di 6 milioni di euro) e di giochi e strumenti musicali (+6,9%).

Regge bene il comparto delle forniture industriali, grazie alla decisione del governo giapponese di non porre restrizioni alle attività delle fabbriche. La chimica industriale riporta un +2,62% rispetto al 2019, mentre cresce significativamente l’importazione di metalli (+75%).


Emergenza Coronavirus - Tutti gli approfondimenti

Tutti gli approfondimenti dell'Ambasciata d'Italia a Tokyo in merito all'emergenza COVID-19.

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Emergenza COVID-19, Lettera dell'Ambasciatore Giorgio Starace ai connazionali in Giappone

Cari Italiani in Giappone,

in una situazione particolarmente difficile per il mondo e per il nostro Paese in particolare, desidero inviarvi un messaggio di vicinanza e di incoraggiamento.

L’Ambasciata ha lavorato intensamente negli ultimi giorni per assistere i connazionali alle prese con le difficoltà di rientro in Italia o in Giappone, o per indirizzarli nella gestione di eventuali necessità con le autorità d’immigrazione giapponesi.

Siamo inoltre impegnati a contribuire allo sforzo globale della rete diplomatica italiana inteso a salvare vite umane in Italia. Abbiamo identificato aziende giapponesi in grado di fornire materiale medico urgentemente richiesto e inviato alcune prime forniture sia commerciali che a dono.

Anche in Giappone l’emergenza COVID-19 acquisisce maggior rilievo e senso di urgenza. Dalla mezzanotte del 27 marzo è entrato in vigore, come saprete, un divieto di ingresso in Giappone per chiunque provenga dall’Italia e vari altri Paesi europei. Al contempo, le Autorità locali iniziano a fornire prime indicazioni di comportamento per arginare i contagi. In particolare il Governo Metropolitano di Tokyo (seguito da altre Prefetture) ha chiesto a tutti gli abitanti di astenersi da movimenti non essenziali nel fine settimana e non è da escludere che ulteriori misure seguano a breve.

Invito caldamente tutti gli italiani a monitorare eventuali prossimi annunci delle competenti Autorità centrali - che verranno comunque pubblicati con traduzione sui canali d’informazione del Sistema Italia (Ambasciata, Consolato Generale a Osaka, Istituto di Cultura e Camera di Commercio) e sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina - e ad attenersi scrupolosamente alle istruzioni del caso.

L’Ambasciata resta a disposizione dei nostri cittadini, pur con le limitazioni operative che potranno derivare da tali disposizioni locali.

Sono fiducioso - anche alla luce dello straordinario impegno messo in campo da tutti coloro che in Italia sono in prima fila nel contrasto dell’epidemia - che il nostro Paese sarà all’altezza di questa sfida senza precedenti, che si può vincere con senso di responsabilità individuale e solidarietà fra persone e popoli amici.

Insieme ce la faremo.

Giorgio Starace


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#WEAREITALY - STAY TUNED ON IT

Parte la campagna #WeAreItaly #StayTunedOnIt lanciata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per promuovere nel mondo l’Italia più creativa e vitale della cultura nei giorni del Coronavirus.

Andrea Bocelli, Uto Ughi, Tiziano Ferro, Nicola Piovani, Paolo Fresu, Ada Montellanico, Nek, Andrea Griminelli, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso e tanti altri artisti italiani hanno aderito all’iniziativa e realizzato videomessaggi per diffondere all’estero l’invito a restare connessi con il mondo della cultura italiana. Inoltre saranno diffuse le tante iniziative che in questi giorni di emergenza le istituzioni culturali italiane stanno mettendo in campo per offrire al pubblico italiano e internazionale momenti esclusivi di intrattenimento culturale virtuali.

Per mostrare l’immagine di un Paese capace di continuare a produrre e diffondere cultura e intrattenimento di grande qualità, il Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale raccoglierà ogni giorno nuovi video e nuovi contenuti esclusivi che promuoverà attraverso la pagina dedicata, i canali social (incluso il canale YouTube) e la rete estera di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura.

In primo piano tutta la "web culture" offerta da Musei e parchi archeologi, biblioteche e archivi, festival e teatri, il mondo del cinema e dello spettacolo dal vivo, la tv, la radio e l’editoria (quali Istituto Luce, Cineteche di Milano e Bologna, Salone del Libro, Pinacoteca di Brera, MAXXI e tante altre) che stanno mostrando una straordinaria capacità di “occupare” in modo creativo e di qualità le piattaforme social.

STAY TUNED ON ITALY!


Nuove linee guida per ottenere l'abbattimento dei dazi secondo EPA

Le Autorità Doganali giapponesi hanno aggiornato le loro Linee Guida per le procedure connesse alla dichiarazione di origine/conoscenza dell’importatore, così come alle verifiche, in relazione all’EPA UE-Giappone. Si tratta di uno strumento a cui gli importatori giapponesi hanno fatto ampio riferimento nelle prime fasi dell’EPA, ma la nuova versione chiarifica e precisa alcuni punti di maggiore interesse e utilizzo.

Si tratta di un documento importante che speriamo possa facilitare ulteriormente l’utilizzo delle tariffe agevolate EPA nel contesto dell’import-export Italia-Giappone.

La Camera di Commercio Italiana in Giappone, con il prezioso ausilio dell'Ambasciata d'Italia a Tokyo, è a disposizione per ricevere segnalazioni di difformità di procedure rispetto a quanto indicato nel documento, così come segnalazioni di altre eventuali criticità relative al riconoscimento del trattamento preferenziale per l'applicazione dell'accordo EPA UE-Giappone.

analyst@iccj.or.jp

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Distaccare lavoratori giapponesi in Italia

In questo breve articolo prendiamo in considerazione i casi previsti dalla legge italiana sull’immigrazione (Dlgs 286/98) che consentono di distaccare un lavoratore giapponese presso una società o un ufficio di rappresentanza in Italia.

Prima di entrare nel merito di questo tema è opportuno fare una panoramica sulle fasi in cui si articola l’ottenimento di un permesso di soggiorno in Italia.

Il primo step è la richiesta di nulla osta al lavoro: si richiede tramite applicazione online sul sito del Ministero dell’Interno. La richiesta deve essere fatta dalla società italiana anche attraverso conferimento di procura ad un professionista residente in Italia come nel nostro caso. Il tipo di applicazione dipende da quale procedura si è deciso di perseguire. Prima di inviare la domanda è importante controllare quali sono i documenti che bisogna preparare per il tipo di procedura scelta.

A seguito dell’invio della domanda, dopo circa 3/4 settimane, si riceve una comunicazione dallo Sportello Unico Immigrazione con cui viene fissato un appuntamento per la consegna dei documenti e, se i documenti sono corretti, per la consegna del nulla osta. Il nulla osta viene inviato automaticamente all’Ambasciata Italiana di Tokyo o al Consolato Italiano di Osaka.

Il secondo step è la richiesta del visto: essa deve essere fatta dal lavoratore giapponese presso l’Ambasciata o il Consolato in Giappone, prendendo appuntamento online sul sito. Sul sito si trova anche l’applicazione del visto da compilare e la lista dei documenti da portare. Al giorno dell’appuntamento si consegna l’applicazione, i documenti ed il passaporto. Generalmente ci vogliono dalle due a alle tre settimane per ottenere il visto. Si deve considerare che durante queste settimane il passaporto rimane presso l’ufficio visti e quindi è opportuno programmare con attenzione eventuali viaggi.

Il terzo step è la richiesta di permesso di soggiorno: quando il lavoratore entra in Italia dopo aver preso il visto deve, entro 8 giorni dall’ingresso, recarsi presso lo Sportello Unico Immigrazione che ha rilasciato il nulla osta per la sottoscrizione del contratto di soggiorno e dell’accordo d’integrazione e deve recarsi in un ufficio postale per l’invio della domanda di permesso di soggiorno. L’ufficio postale rilascia una ricevuta con indicato il giorno in cui presentarsi presso la Questura competente per l’identificazione della persona (impronte digitali).

Dopo circa 2 mesi il permesso di soggiorno sarà pronto e si potrà ritirare presso la Questura. La validità del permesso è 2 anni con possibilità di rinnovo.

Dopo questa sintetica panoramica vediamo quali sono i casi d’immigrazione che interessano al tema in oggetto:

Parliamo dei casi particolari di lavoro subordinato indicati all’art. 27 lettere (a) e (i) e agli articoli 27quater e quinquies del Dlgs 286/98 (Testo Unico Immigrazione).

- art. 27 lettera (a): distacco di dirigenti o personale altamente specializzato

- art. 27 lettera (i): distacco di lavoratori all’interno di un contratto di appalto

- art. 27quater: distacco di lavoratori altamente qualificati (Carta Blu UE)

- art. 27quinquies: distacco intra-societario di dirigenti o lavoratori specializzati (ICT)

E’ importante evidenziare che tutti i casi sopra elencati sono fuori dalle quote numeriche fissate ogni anno dall’Italia per l’ingresso di lavoratori stranieri e quindi il visto non potrà mai essere rifiutato per superamento delle quote.

Altro elemento importante da mettere in evidenza è in quale di questi casi sia necessario un legame tra la società con sede in Giappone e la società con sede in Italia.

Di questi casi, quelli previsti dagli articoli 27 lettera (i) e 27quater non richiedono un collegamento tra le due società, se non eventualmente di tipo meramente commerciale, mentre per gli altri due casi menzionati deve sussistere sempre un legame tra la società giapponese e la società italiana ed è consentito anche il distacco dalla società giapponese ad uno ufficio di rappresentanza in Italia. La casistica più comune è che la società giapponese è proprietaria della società italiana, o dell’ufficio di rappresentanza, ed invia un proprio manager per gestire la filiale italiana.

E’ importante anche menzionare la possibilità di portare la famiglia, moglie e figli, in Italia scegliendo una delle tre modalità possibili e cioè ricongiungimento familiare con ingresso della famiglia successivamente all’ingresso del lavoratore, familiari al seguito con ingresso nello stesso momento e coesione familiare che significa che la famiglia entra insieme o dopo il lavoratore con un normale visto turistico che viene convertito in un permesso di soggiorno direttamente in Italia.

Quando si progetta un investimento in Italia, come ad esempio l’apertura di una società, è importante anche considerare se nel progetto è incluso l’invio di personale dipendente in Italia in quanto ciò influisce sulla pianificazione dell’apertura della società.

Il nostro team di professionisti è a disposizione per supportarvi e consigliarvi nel migliore dei modi cosi’ da definire per tempo la pianificazione di un investimento corporate anche sotto l‘aspetto dei distacchi transnazionali in Italia dello staff giapponese.

Chi siamo: il nostro studio legale internazionale, con sede a Milano e Tokyo (presso la Camera di Commercio Italiana in Giappone – ICCJ), ha creato un Japan Desk per assistere al meglio le aziende giapponesi ad investire in Italia. La Dr.ssa Masako Nakagawa, originaria di Tokyo ma con più di 10 anni di esperienza in Italia, è a capo del Desk e così siamo in grado di offrire i nostri servizi direttamente in lingua giapponese.

Non esitate a contattarci per ulteriori chiarimenti: mako@bagalaandpartners.com / +39 0289052396.

www.bagalaandpartners.com


EPA Unione Europea-Giappone: registrazione tramite REX

In relazione all’Economic Partnership Agreement (EPA) tra Unione Europea (UE) e Giappone, previsto entrare in vigore il 1 febbraio p.v., si segnala che tutte le aziende italiane interessate a esportare in Giappone beneficiando del predetto accordo dovranno procedere alla propria registrazione nel sistema REX (Registered Exporter System). La registrazione serve a certificare l’origine UE del prodotto esportato. L’esportatore (o il rispeditore) nazionale che intende essere registrato al sistema REX deve presentare la domanda – sin da ora – all’Ufficio delle Dogane territorialmente competente, utilizzando unicamente il modulo di domanda 22-06 BIS, scaricabile cliccando QUI.
Il modello per la registrazione REX per l’EPA UE-Giappone è lo stesso utilizzato per gli altri accordi commerciali della UE. Una volta ottenuto il numero REX al termine della registrazione, l’operatore potrà utilizzarlo per esportare in Giappone e in tutti i Paesi che lo richiedano nel quadro dei loro accordi preferenziali.
Si invitano tutti gli operatori italiani interessati – qualora non abbiano già proceduto alla propria registrazione presso il sistema REX – a procedere rapidamente con la compilazione del documento di cui sopra e alla presentazione dello stesso presso il competente Ufficio delle Dogane territorialmente competente. Si invitano altresì tutti gli importatori e operatori giapponesi che collaborano con aziende esportatrici italiane a segnalare a queste ultime la necessità di procedere con la registrazione presso il sistema REX.
Per problematiche di natura tecnica, si potrà far riferimento all’indirizzo e-mail dogane.helpdesk.eu@adm.gov.it .

* * *
Si trasmettono a seguire i riferimenti per ulteriori approfondimenti.

Pagina Internet della Commissione Europea:
https://ec.europa.eu/taxation_customs/business/calculation-customs-duties/rules-origin/general-aspects-preferential-origin/arrangements-list/generalised-system-preferences/the_register_exporter_system_en

Presentazione di inquadramento dell’Agenzia delle Dogana e dei Monopoli, scaricabile cliccando QUI.

Circolare e Nota di riferimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli:
I. Circolare n. 13/D del 16 novembre 2017 - Sistema degli operatori registrati REX. Istruzioni procedurali e linee guida per la registrazione degli operatori nazionali
consultabile al link: https://www.adm.gov.it/portale/web/guest/-/circolare-n-13-d-del-16-novembre-2017-sistema-degli-operatori-registrati-rex-istruzioni-procedurali-e-linee-guida-per-la-registrazione-degli-operatori
II. Nota n. 61168 del 16/11/2017 - CDU – Operatività del sistema degli esportatori registrati REX - Istruzioni operative per la registrazione nel sistema REX degli operatori nazionali e per l’indicazione del codice REX nelle dichiarazioni doganali
consultabile al link: https://www.adm.gov.it/portale/web/guest/-/nota-n-61168-del-16-11-2017-cdu-operativita-del-sistema-degli-esportatori-registrati-rex-istruzioni-operative-per-la-registrazione-nel-sistema-rex-deg

Regolamenti UE:
I. Regolamento di esecuzione (UE) n. 2447 del 24 novembre 2015 – artt. da 78 a 111
Regolamento di esecuzione (UE) n. 604 del 18 aprile 2018 (che modifica il Regolamento di esecuzione (UE) n. 2447 del 24 novembre 2015)