{"id":103827,"date":"2020-09-22T13:04:22","date_gmt":"2020-09-22T04:04:22","guid":{"rendered":"https:\/\/iccj.or.jp\/?p=103827"},"modified":"2020-10-08T13:16:39","modified_gmt":"2020-10-08T04:16:39","slug":"fashion-made-in-italy-focus-su-e-commerce-in-giappone-nel-settore-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iccj.or.jp\/it\/fashion-made-in-italy-focus-su-e-commerce-in-giappone-nel-settore-moda\/","title":{"rendered":"Fashion Made in Italy: focus su e-commerce in Giappone nel settore moda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In Giappone, negli ultimi anni il mercato della moda ha mostrato una tendenza verso la stazionariet\u00e0 o verso una lieve contrazione. Tra le cause troviamo sicuramente anche macrofattori sociali ed economici, tra gli ultimi, ovviamente, l\u2019impatto del Covid-19 sui mercati, oltre alla diminuzione della popolazione, il declino del tasso di natalit\u00e0 e il progressivo invecchiamento della popolazione, tutti fattori che influiscono sul valore assoluto dei consumi.<br \/>\nTuttavia, mentre in Giappone il mercato della moda nel suo insieme sta subendo una contrazione, il mercato dell\u2019e-commerce nel settore fashion rivela continue prospettive di espansione e anche i dati sull\u2019export italiano sono sicuramente positivi. Qual \u00e8 dunque l\u2019andamento delle importazioni dall\u2019Italia nel settore del fashion? Quali caratteristiche e differenze ci sono in un e-commerce in Giappone? Cosa deve fare una PMI per aprire un e-commerce in Giappone?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbigliamento e accessori: andamento dell\u2019export italiano<\/strong><br \/>\nAndando a vedere dati pi\u00f9 specifici rispetto al nostro export in Giappone, scopriamo che il mercato \u00e8 pari a 2,5 miliardi di euro, con l\u2019Italia che si conferma tra i primi paesi esportatori UE. Interessantenotare poi la crescita negli ultimi anni del mercato dell&#8217;abbigliamento maschile e del mercato delle borse e della piccola pelletteria.<br \/>\n\u201cTessile, abbigliamento, pelletteria, accessori moda hanno per noi un\u2019assoluta portata strategica. Stiamo parlando della voce pi\u00f9 rilevante del nostro export in Giappone: 24,5% del totale per l\u2019ammontare, in valore, di 2,5 miliardi di euro sui 10,5 miliardi di esportazioni registrati complessivamente dal febbraio 2019 al gennaio 2020: primo anno di attuazione dell\u2019EPA UE-Giappone. Siamo il Paese UE che esporta di pi\u00f9 e la Francia, seconda dopo di noi, esporta meno di un terzo rispetto all\u2019Italia\u201d. Commenta cos\u00ec Giorgio Starace, Ambasciatore a Tokyo, sottolineando l\u2019importanza dell\u2019attuazione dell\u2019EPA UE-Giappone che prevede infatti maggiori liberalizzazioni tariffarie proprio nel settore fashion, oltre all\u2019agroalimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Caratteristiche e differenze di un e-commerce in Giappone<\/strong><br \/>\nQuando si sviluppa un e-commerce di moda in Giappone \u00e8 necessario anzitutto conoscere le modalit\u00e0 con cui i giapponesi lo utilizzano. Sono ritenute fondamentali le seguenti caratteristiche:<br \/>\n\u25aa compatibilit\u00e0 smartphone: il Giappone registra la percentuale pi\u00f9 alta di utenti che effettuano acquisti da smartphone tra i paesi asiatici, circa il 46% delle vendite.<br \/>\n\u25aa sito dedicato: l\u2019utilizzo di piattaforme globali scoraggiano l\u2019acquirente giapponese abituato a un altro tipo di grafica e a maggiori contenuti; nel mercato giapponese sono avvantaggiati i marchi che conducono un proprio originale marketing digitale sviluppando un sito di e-commerce a parte.<br \/>\n\u25aa servizi impeccabili di customer care: restituzione merce, numero giorni per la consegna e costi, chat con il cliente, e cos\u00ec via.<br \/>\n\u25aa flessibilit\u00e0 nel sistema di pagamento: non solo carta di credito. Sono molti gli utenti che, per esempio, preferiscono il pagamento localizzato e posticipato da effettuare presso convenience store o il cash on delivery al momento della consegna.<br \/>\n\u25aa fascia di prezzo: i marchi dai prezzi accessibili, se messi a confronto con i noti brand di lusso, hanno pi\u00f9 possibilit\u00e0 nell\u2019e-commerce. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla forte resistenza nutrita dai giapponesi rispetto a pagamenti elevati da effettuare su internet (se si tratta di comprare un prodotto che non rientra nella fascia di prezzo accessibile solitamente il consumatore giapponese preferisce acquistare in un negozio fisico)<br \/>\n\u25aa attenzione allo styling e ai modelli: il consumatore giapponese non guarda solo il prodotto ma anche se il modello straniero ha una fisicit\u00e0 molto diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa deve fare una PMI per aprire un e-commerce nel settore moda in Giappone?<\/strong><br \/>\nPer sviluppare un e-commerce in Giappone ci sono varie possibilit\u00e0. Se l\u2019intenzione \u00e8 quella di tenere basso l\u2019investimento iniziale, aprire un negozio virtuale in una piattaforma di e-commerce influente (Rakuten, Amazon Japan, Yahoo Shopping, ZOZOTOWN, ecc.) che abbia una struttura organizzata sia per la logistica sia per i servizi di costumer care, potrebbe essere una soluzione ottimale. Riuscire ad aprire un negozio in una piattaforma influente con capacit\u00e0 di attrarre clienti, dipender\u00e0 dalle condizioni commerciali richieste, avr\u00e0 come effetto anche una potenziale conquista della fiducia dell\u2019acquirente giapponese nei confronti del marchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, uno step fondamentale, pi\u00f9 importante della scelta della piattaforma e-commerce dove aprire un negozio virtuale, \u00e8 come fare branding in Giappone e la diffusione di informazioni circa il marchio. I brand che riescono a vendere attraverso l\u2019e-commerce in Giappone sono quelli che hanno un elevato grado di riconoscimento del marchio, che definiscono con chiarezza il concept e investono per la promozione verso la fascia stabilita come target. Se non si \u00e8 un brand che si fa notare si finisce col rimanere nascosti e, in questo caso, avere aperto un negozio virtuale in una piattaforma che gode di traffico perde del tutto significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra soluzione potrebbe essere anche creare o unirsi a un team composto da pi\u00f9 marchi; organizzandosi insieme ad altri marchi si pu\u00f2 aprire un negozio virtuale concepito come un select shop, ovvero uno store che tratti vari marchi italiani, facendo attivit\u00e0 di promozione per pubblicizzarlo. In tal caso, diventerebbe necessario avere una base fisica in Giappone ma i costi di investimento pi\u00f9 alti sarebbero contenuti dalla divisione delle spese. Per esempio, aprire un negozio temporaneo in uno spazio dedicato, tipo un pop-up store, potrebbe essere un modo efficace sia per la promozione delle vendite sia dal punto di vista del branding.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se si ha una strategia globale, come passo iniziale per entrare nel mercato giapponese anche attraverso l\u2019e-commerce \u00e8 preferibile rivolgersi a chi conosce le strategie e gli sviluppi del mercato giapponese. La Camera di Commercio Italiana di Tokyo con il suo team di assistenza alle imprese \u00e8 sempre a disposizione per eventuali domande.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Giappone, negli ultimi anni il mercato della moda ha mostrato una tendenza verso la stazionariet\u00e0 o verso una lieve contrazione. 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