Distaccare lavoratori giapponesi in Italia

In questo breve articolo prendiamo in considerazione i casi previsti dalla legge italiana sull’immigrazione (Dlgs 286/98) che consentono di distaccare un lavoratore giapponese presso una società o un ufficio di rappresentanza in Italia.

Prima di entrare nel merito di questo tema è opportuno fare una panoramica sulle fasi in cui si articola l’ottenimento di un permesso di soggiorno in Italia.

Il primo step è la richiesta di nulla osta al lavoro: si richiede tramite applicazione online sul sito del Ministero dell’Interno. La richiesta deve essere fatta dalla società italiana anche attraverso conferimento di procura ad un professionista residente in Italia come nel nostro caso. Il tipo di applicazione dipende da quale procedura si è deciso di perseguire. Prima di inviare la domanda è importante controllare quali sono i documenti che bisogna preparare per il tipo di procedura scelta.

A seguito dell’invio della domanda, dopo circa 3/4 settimane, si riceve una comunicazione dallo Sportello Unico Immigrazione con cui viene fissato un appuntamento per la consegna dei documenti e, se i documenti sono corretti, per la consegna del nulla osta. Il nulla osta viene inviato automaticamente all’Ambasciata Italiana di Tokyo o al Consolato Italiano di Osaka.

Il secondo step è la richiesta del visto: essa deve essere fatta dal lavoratore giapponese presso l’Ambasciata o il Consolato in Giappone, prendendo appuntamento online sul sito. Sul sito si trova anche l’applicazione del visto da compilare e la lista dei documenti da portare. Al giorno dell’appuntamento si consegna l’applicazione, i documenti ed il passaporto. Generalmente ci vogliono dalle due a alle tre settimane per ottenere il visto. Si deve considerare che durante queste settimane il passaporto rimane presso l’ufficio visti e quindi è opportuno programmare con attenzione eventuali viaggi.

Il terzo step è la richiesta di permesso di soggiorno: quando il lavoratore entra in Italia dopo aver preso il visto deve, entro 8 giorni dall’ingresso, recarsi presso lo Sportello Unico Immigrazione che ha rilasciato il nulla osta per la sottoscrizione del contratto di soggiorno e dell’accordo d’integrazione e deve recarsi in un ufficio postale per l’invio della domanda di permesso di soggiorno. L’ufficio postale rilascia una ricevuta con indicato il giorno in cui presentarsi presso la Questura competente per l’identificazione della persona (impronte digitali).

Dopo circa 2 mesi il permesso di soggiorno sarà pronto e si potrà ritirare presso la Questura. La validità del permesso è 2 anni con possibilità di rinnovo.

Dopo questa sintetica panoramica vediamo quali sono i casi d’immigrazione che interessano al tema in oggetto:

Parliamo dei casi particolari di lavoro subordinato indicati all’art. 27 lettere (a) e (i) e agli articoli 27quater e quinquies del Dlgs 286/98 (Testo Unico Immigrazione).

– art. 27 lettera (a): distacco di dirigenti o personale altamente specializzato

– art. 27 lettera (i): distacco di lavoratori all’interno di un contratto di appalto

– art. 27quater: distacco di lavoratori altamente qualificati (Carta Blu UE)

– art. 27quinquies: distacco intra-societario di dirigenti o lavoratori specializzati (ICT)

E’ importante evidenziare che tutti i casi sopra elencati sono fuori dalle quote numeriche fissate ogni anno dall’Italia per l’ingresso di lavoratori stranieri e quindi il visto non potrà mai essere rifiutato per superamento delle quote.

Altro elemento importante da mettere in evidenza è in quale di questi casi sia necessario un legame tra la società con sede in Giappone e la società con sede in Italia.

Di questi casi, quelli previsti dagli articoli 27 lettera (i) e 27quater non richiedono un collegamento tra le due società, se non eventualmente di tipo meramente commerciale, mentre per gli altri due casi menzionati deve sussistere sempre un legame tra la società giapponese e la società italiana ed è consentito anche il distacco dalla società giapponese ad uno ufficio di rappresentanza in Italia. La casistica più comune è che la società giapponese è proprietaria della società italiana, o dell’ufficio di rappresentanza, ed invia un proprio manager per gestire la filiale italiana.

E’ importante anche menzionare la possibilità di portare la famiglia, moglie e figli, in Italia scegliendo una delle tre modalità possibili e cioè ricongiungimento familiare con ingresso della famiglia successivamente all’ingresso del lavoratore, familiari al seguito con ingresso nello stesso momento e coesione familiare che significa che la famiglia entra insieme o dopo il lavoratore con un normale visto turistico che viene convertito in un permesso di soggiorno direttamente in Italia.

Quando si progetta un investimento in Italia, come ad esempio l’apertura di una società, è importante anche considerare se nel progetto è incluso l’invio di personale dipendente in Italia in quanto ciò influisce sulla pianificazione dell’apertura della società.

Il nostro team di professionisti è a disposizione per supportarvi e consigliarvi nel migliore dei modi cosi’ da definire per tempo la pianificazione di un investimento corporate anche sotto l‘aspetto dei distacchi transnazionali in Italia dello staff giapponese.

Chi siamo: il nostro studio legale internazionale, con sede a Milano e Tokyo (presso la Camera di Commercio Italiana in Giappone – ICCJ), ha creato un Japan Desk per assistere al meglio le aziende giapponesi ad investire in Italia. La Dr.ssa Masako Nakagawa, originaria di Tokyo ma con più di 10 anni di esperienza in Italia, è a capo del Desk e così siamo in grado di offrire i nostri servizi direttamente in lingua giapponese.

Non esitate a contattarci per ulteriori chiarimenti: mako@bagalaandpartners.com / +39 0289052396.

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