| 

Il trend dell’olio di oliva in Giappone

EVOO banner

Tendenze di mercato dell’olio evo
Come già noto, il Giappone è stato per lungo tempo un paese con abitudini alimentari poco affini agli oli vegetali. Tuttavia, nonostante ancora non faccia parte della dieta quotidiana, l’olio d’oliva ha guadagnato molta popolarità, registrando diversi boom nell’importazione, il primo avvenuto agli inizi anni Novanta. Il paese ha infatti mostrato un apprezzamento crescente circa le qualità tra le varie classi di olio d’oliva, in particolare quella dell’olio extravergine di oliva che è attualmente quella maggiormente importata.
I giapponesi, si sa, sono tra i consumatori più esigenti, acculturati e amanti delle varietà regionali, quindi sono ben consapevoli dei benefici per la salute ricavati dall’olio d’oliva. Il fatto che sia un prodotto benefico per la salute, in grado di competere direttamente con altri oli e prodotti alimentari salutari, è sicuramente il fondamento della domanda di olio d’oliva in Giappone. Sebbene sia difficile da ottenere, vale la pena perseguire la certificazione ufficiale JAS per i prodotti biologici.

Inoltre, ma non meno importante, l’olio di oliva è inteso come sinonimo di prodotto Made in Italy associato alla cucina italiana. Una crescita nell’uso domestico e nell’uso industriale è dovuta sicuramente alle maggiori occasioni d’uso conseguenti al cambiamento delle abitudini alimentari, con l’aumento del consumo di pasta e, nell’ambito specifico della ristorazione, a seguito del moltiplicarsi di piatti di cucina italiana nei menu occidentali.

Una panoramica circa le importazioni dell’olio evo in Giappone

In Giappone, la produzione interna degli oli parte principalmente da materie prime come i semi di soia, di sesamo o la crusca di riso perciò, per quanto riguarda gli oli d’oliva, questi ultimi sono essenzialmente importati come prodotti finiti poiché, ovviamente, trasportarne le materie non sarebbe assolutamente conveniente. La crescita delle importazioni si preannuncia dunque come un’esigenza e una prospettiva positiva per le piccole medie imprese che sono interessate a rivolgersi ai mercati esteri.

Per quanto riguarda l’andamento del volume delle importazioni complessive, storicamente l’Italia e la Spagna sono sempre stati i principali paesi fornitori del Giappone. Tra il 2018/2019 il Giappone ha importato il 61.4% (43360) del totale dalla Spagna, contro il 32.6% (22998) dall’Italia. Questo calo può essere attribuito a molti fattori, tra cui: la maggiore produzione spagnola in confronto a quella dell’Italia; l’attenzione agli investimenti della Spagna nella produzione di un prodotto di alta qualità; le campagne promozionali intraprese, ad esempio, quella dell’Interprofesional del aceite de Oliva, un’istituzione sostenuta dal governo spagnolo al fine di promuovere lo sviluppo del mercato spagnolo dell’olio d’oliva.

L’impegno di ICCJ a sostegno dei produttori di olio evo in Italia

Da questi presupposti nasce il quinto appuntamento con la serie di webinar settoriali nominati “Giovedì in Camera” che avrà appunto come argomento principale il mercato dell’olio d’oliva in Giappone. Durante il webinar si spiegherà con un taglio pratico cosa fare e come fare se si ha una produzione di olio evo di qualità e si daranno suggerimenti alle aziende che cercano una fetta di mercato dell’olio di oliva in Giappone.

Articoli simili