Osservatorio mensile sul mercato giapponese – Ottobre 2020

Quadro generale

Il panorama delle esportazioni in Giappone è complesso, con alcune voci ancora colpite dalla crisi pandemica e altre in rapida ripresa. Tra le prime troviamo soprattutto il tessile e l’abbigliamento – che ha ripreso quota dopo il crollo di aprile e maggio, ma sotto i livelli pre-COVID – l’automotive e gli alimentari, con un calo di picco decisamente minore ma un trend negativo che si prolunga verso l’autunno.

Tra le seconde troviamo soprattutto i beni strumentali e in particolare le macchine ad azionamento elettrico, che nel mese di agosto hanno registrato un’impennata del 118% e si sollevano al -10% sul cumulato dell’anno vs 2019.

Nota: dove non altrimenti indicato, la sorgente dei dati è l’ufficio delle dogane giapponesi. La suddivisione dei dati segue la categorizzazione giapponese Principal Commodity; per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale delle dogane giapponesi. I dati sono espressi in yen, arrotondati al migliaio. 

Vino

Per valore l’Italia mantiene il secondo posto tra i Paesi Europei, dopo la Francia (nell’import mondiale al terzo posto dopo Cile e Francia). Impatto Covid: per l’Italia un calo leggero ma consistente, e ad agosto si trova ad avere importato un miliardo di yen in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Più drastico il crollo della Francia, scesa per la prima volta dopo anni sotto i 5 miliardi di yen nel mese di giugno. Leader del settore, la Francia presenta comunque la sua performance migliore nel mese di novembre, in occasione della nuova stagione del beaujolais noveau

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Olio

Spagna e Italia continuano a contendersi il mercato giapponese. Forte calo registrato dall’import spagnolo da inizio 2020, con un aprile in perdita per 700 milioni di yen rispetto al 2019. In crescita il valore italiano nel mese di giugno 2020; nel cumulato dell’anno, la quantità importata è stata maggiore dei primi otto mesi del 2019, ma il basso prezzo per litro ha pesato sul valore dell’importato, che supera di poco gli otto miliardi di yen.

Macchinari

Grandi perdite per tutti i leader europei, con un picco per l’Italia di -42,2% nel mese di maggio contro il -32% per la Germania. Da allora Italia e Francia mostrano un recupero su valori di circa il 15%-20% inferiori alla media del periodo, mentre l’importato dalla Germania cala ancora nel mese di agosto.

Prodotti a uso medico

La categoria medicale, comprendente sia i farmaci che vitamine e antibiotici, vede l’Italia da tempo ai primi posti in Europa per esportazione verso il Giappone, dietro alla Germania e, di poco, alla Francia, con un valore medio attorno agli 8 miliardi di yen al mese. Non vi sono stati cambi significativi nel profilo delle importazioni da parte di tutti gli attori. Il comparto della chimica in generale registra un +3,4% nelle importazioni dall’Italia in valore (yen) da inizio anno ad agosto.

Abbigliamento

Il settore dell’abbigliamento è stato tra i più fortemente colpiti dalla crisi Covid. L’Italia, primo Paese per l’export verso il Giappone, ha registrato un drastico e improvviso calo nel periodo febbraio – maggio. Il calo registrato ad inizio della crisi Covid, ha visto una caduta da oltre 5 miliardi a 1 miliardo nel periodo di aprile. Anche l’altro principale concorrente europeo, la Francia, seppur su valori complessivi più ridotti, ha visto dimezzarsi l’export nel periodo febbraio – maggio 2020. Nonostante le forti perdite per l’export Italiano, gli andamenti degli ultimi mesi mostrano una buona ripresa: nel luglio 2020 si è tornati a raggiungere valori medi pre-covid di oltre 6 miliardi (seppur ancora ridotti nel confronto con la performance migliore dell’anno precedente, nel mese di luglio, che era stata di 7.8 miliardi).

Calzature

Come per il settore abbigliamento, anche Il settore calzature è stato tra fortemente colpito dall’emergenza degli ultimi mesi. L’Italia, primo Paese per l’export verso il Giappone anche nel settore calzature, ha visto una caduta da oltre 4 miliardi a meno di un 1 miliardo nel mese peggiore, aprile. Il secondo Paese per export verso il Giappone, la Spagna, seppur su valori complessivi più ridotti, ha registrato un ritardo nell’accusa la crisi e, nel complesso, dopo una forte caduta nel mese di maggio i trend degli ultimi mesi mostrano una lenta ma progressiva ripresa. Così come per l’abbigliamento, anche per le calzature le performance migliori dell’anno precedente si erano registrate nel mese di luglio (oltre 5 miliardi nel 2019). Per l’export Italiano, nel complesso, gli andamenti degli ultimi mesi mostrano un trend positivo: nel luglio 2020 si è tornati a raggiungere oltre i 3.5 miliardi (seppur ancora ridotti nel confronto con l’anno precedente).

Borse

Anche l’import di borse ha visto lo stesso andamento di abbigliamento e calzature: dopo il drastico calo nei mesi di piena emergenza Covid, da maggio si è tornati ad osservare un andamento positivo e in stabile crescita. L’export di borse italiane in Giappone, seppur in trend di crescita negli ultimi mesi, è ancora però nettamente sotto i livelli medi dell’anno precedente. Gli ultimi dati per il mese di luglio 2020 si sono fermati a poco più di 9 miliardi, contro la media di 10-11 miliardi nel corso del 2019 e il picco quasi 13 miliardi nel dicembre 2019.