Il Giappone cerca il green e la sostenibilità attraverso il settore fashion

Non si può affermare che, per le iniziative mirate alla sostenibilità e alla realizzazione di un’economiacircolare, il Giappone sia attivo allo stesso livello dell’Europa. Tuttavia, negli ultimi anni, quello della sostenibilità è diventato un tema importante per l’industria della moda giapponese e in questa direzione vengono intraprese una serie di azioni di diverso tipo. Considerandola una “responsabilità aziendale” si richiede alle persone e alla società di rispettare l’ambiente, sia con il modo di pensare che con le proprie azioni. Allo stesso tempo, si dice anche che è più probabile che siano le generazioni giovani ad essere maggiormente propense a scegliere le aziende e i marchi che promuovono tali iniziative.

Iniziative nel settore moda a favore della sostenibilità

Tra le varie iniziative, Fast Retailing, azienda che controlla il marchio UNIQLO, sta svolgendo varie attività di incoraggiamento al recupero delle risorse attraverso la gestione appropriata dei rifiuti prodotti nei negozi e negli uffici, come il progetto del 2017 che prevedeva il riciclaggio al 100% degli scatoloni di cartone presso UNIQLO. Altro esempio, sono le continue “attività di riciclo dei prodotti", in base alle quali i prodotti dei brand gestiti dall’azienda, non più utilizzati dai consumatori, sono recuperati e poi distribuiti a coloro che ne hanno bisogno.

Altra iniziativa riguarda l’uso di imballaggi di plastica usa e getta nei negozi. A questo proposito, in Giappone l’addebito di una tariffa per le borse della spesa in plastica è diventato obbligatorio per i negozi dal 1 ° luglio 2020. Nonostante il ritardo e la limitazione delle misure adottate (ricordiamo che in Italia la messa al bando dei sacchetti in plastica è in vigore dal 2011), il risultato della tariffa obbligatoria per le borse della spesa in plastica si è tradotto in un aumento immediato dell’uso di tote bag riutilizzabili. Le misure a favore della sostenibilità ambientale, anche le più semplici come quello della tariffa sui sacchetti della spesa in plastica, spingono quindi anche gli acquirenti giapponesi, da sempre più sensibili alla qualità del prodotto piuttosto che al green, a riesaminare i loro stili di vita e portano a variazioni dei consumi.

Tra le tote bag riutilizzabili e disponibili in un’ampia varietà di dimensioni e design, c’è un brand in particolare che ha ottenuto un notevole successo. Si tratta di shuppatto prodotto da MARNA INC., azienda giapponese che produce articoli per la casa fondata nel 1872. La caratteristica distintiva di questa borsa pieghevole, premiata per la sua funzionalità e per l’originale design, è che può essere facilmente rimpicciolita tirando semplicemente entrambe le estremità.

È recente anche un revival del furoshiki, il tradizionale pezzo di tessuto quasi quadrato che è stato a lungo utilizzato per avvolgere e trasportare oggetti in Giappone, in modo particolare durante il periodo Edo (1603–1867), numerose infatti le xilografie ukiyo-e dell’epoca raffiguranti viaggiatori con furoshiki a tracolla. Abbandonato dopo la Seconda guerra mondiale, quando lo stile di vita giapponese divenne sempre più occidentalizzato, il furoshiki scomparve dalla vita di tutti i giorni, sostituito da borse o zaini. Ironicamente, oggi torna ad essere utilizzato a sostituzione delle borse e degli zaini per la sua caratteristica
vantaggiosa: è un tessuto facilmente pieghevole e riutilizzabile. Oltre alla molteplicità dei design e all’ampia gamma di dimensioni: si passa da quadrati di 50 cm a fino a quelli di 200 cm.

Sfide e prospettive future

Se il ritorno del furoshiki attinge a un tratto giapponese che non è andato completamente perduto, quello di usare le cose con attenzione e non sprecare nulla, dal punto di vista delle tendenze di mercato e delle possibilità nell’esportazione, i produttori italiani di abbigliamento/tessile potrebbero cercare di puntare, oltre alla qualità del prodotto con il valore intrinseco del Made in Italy, anche a un discorso di sostenibilità ambientale abbinata al design, al fine di favorire l’esportazione dei loro prodotti attraverso un responso veloce e/o un know-how sempre più approfondito dei gusti e delle caratteristiche del consumatore locale. Le singole aziende dovrebbero quindi prendere in considerazione tali tendenze di maggiore sensibilità al green nel settore moda.

Referenze:
https://www.gov-online.go.jp/eng/publicity/book/hlj/html/202009/202009_07_en.html
https://www.gov-online.go.jp/eng/publicity/book/hlj/html/202009/202009_08_en.html